lunedì 26 maggio 2014

Ceci n'est pas une tomate

Al cuore di bue non si comanda...
Milano, via Pietro Moscati angolo via Canonica, Aromando, un ristorante, dove una volta c'era una famosa pasticceria.

Sulla parete un quadro anni venti, uno dei pochi cimeli rimasti del vecchio arredo, ritrae donne dai vestiti estivi che sfornano panettoni.

Colpito dal dettaglio, un cameriere mi dice che una volta a Milano si mangiava il panettone tutto l'anno.

Aromando conserva nella cucina, nell'arredo e nell'atmosfera tutta la nostalgia che ha il Kitsch (l'Italia del boom?) quando passa di moda e diventa di una qualche eleganza.

Da Aromando ho conosciuto Armando.

domenica 4 maggio 2014

It's got a groove

Nel giardino di una casa a schiera a Swallow Close, dietro la sede dei vigili del fuoco di New Cross Gate un albero di ciliege, pieno di frutti ancora acerbi.
Casa di ciprioti dai nomi greci; parlo a lungo con la proprietaria, di quelle che danno il benvenuto con un caffè, una famiglia dalla carnagione scura, i capelli neri, gli occhi marroni, trasparenti come un'opale, cupi come un'ossidana.

Lei mi racconta del ciliegio, della sua ormai trentennale storia e in un'imbarazzante déjà vu, al solito mi vengono in mente alberi e persone della mia infanzia, un pensiero che non sopporto quasi più, ma nel quale mi butto di testa senza accorgermi.
Ascolto e parlo ma poi figurati se so qualcosa di giardinaggio (l'ospite mi parla di innesti); so che mi sogno una casa in campagna con alberi da frutto e fiori per tutte le stagioni, preferibilmente in Italia, a Brisighella*, o comunque in Romagna.
un graffito lascito a metà a Wheler Street: due poliziotti hanno, civilmente, fermato i graffitari, non so perché.
 Esiste un luogo, da qualche parte sugli Appennini, che ha bisogno di essere recuperato da me solo (il luogo in realtà recupera me!), e non sono più sicuro che il mio posto sia Veruno.
Troppe ruspe, troppe potature, le idiozie degli anni ottanta e novanta, l'incuria, l'ignoranza, lo sguardo miope mi tengono lontano da quella casa, che non è più quella casa.
Sto volando e l'ospite se ne accorge, infilo la porta, mio figlio scende due rampe di scale in un baleno, con il suo sorriso senza incisivi, i riccioli scuri e quella allegra strafottenza, che non mi riesce di rimproverargli abbastanza.
Thanks for having me.
E intanto gli alberi crescono, in silenzio.
***
S. sedici anni, origini nigeriane, mi dice che ha scelto Latino perché è una lingua sofisticata, che le permette di emergere, di distinguersi, di sentirsi lei stessa sofisticata. Vive in una council house a Peckham, dove deve difendersi e difendere la propria scelta di studiare una lingua morta che invece a Lei porta vita, vita e riscatto, regalandole una chance.
***
Succede spesso che amici e amiche, anche i loro figli, che abitano nel circondario, passino davanti a casa, suonino il campanello e chiedano di usare il bagno, per una veloce pisciatina o un più lungo soggiorno, specie i figli.
Un'abitudine londinese, che semplicemente registro.
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Sabato sera sul prato del Telegraph Hill Upper Park, temperatura mite tendente al fresco per gli inglesi, fredda con sfumature reumatiche per gli italiani, la proiezione di Grease.
Free event, no booking needed, just come along.
Una folla di locali con bivacco, pigiami e hampster, lo schermo è bike powered: si pedala e si produce l'elettricità che alimenta la proiezione.
Noi arriviamo con una coperta, Edmund ci offre un bicchiere di bianco. Ci sediamo sul plaid, dietro lo sfrigolio delle bici, davanti lo schermo e dietro il panorama di un pezzo anonimo di Londra, un unghia di luna, la stella di Venere e le luci intermittenti degli aerei.
L'odore umido dell'erba, il cambio di postura, Jacopo che si addormenta, il freddo che sale dalle dita delle mani, dei piedi.
Non vedo Grease dagli anni Ottanta, ma ricordo le musiche, e qui cantano tutti, dondolando le schiene... it's the word, it's got a groove, it's got a meaning.

*non so se i miei cugini mi vogliono così vicino... ma se dovessi decidere ora e disponessi di contante al punto da poter scegliere, non avrei dubbi, ricomincerei da lì, senza rinnegare nemmeno un minuto del mio passato.