domenica 27 aprile 2014

La mossa del cavallo

Domenica pomeriggio: mentre leggo Modern Nature, Cristiana dorme, Jacopo fa rimbalzare la pallina da ping pong sulla racchetta e sopra Matilde ripete allo spasmo le prime note di Per Elisa sul piano elettrico: i rimbalzi inseguono le note, le une anticipano gli altri, talvolta coincidono.

Sapere, essere consapevole che le cose accadono mentre accadono - la forma in -ing degli attimi - oppure accorgersi che il tempo non scorre, ma si dilata attraverso l'esercizio umano della distrazione: questi due estremi, il presente e l'atemporalità, forse si contendono il manifestarsi raro e fragile della felicità.

La gatta gioca con il topo azzurro, fatto all'uncinetto, una minaccia di pioggia incombe, ma finisce in uno sporadico spruzzo contro i vetri: the gardener digs in another time, without past and future, beginning or end. A time that does not cleave the day with rush hours, lunch breaks, the last bus home.

Lunch esagerato a base di Dumpling a Chinatown (ottimi e cucinati a vista, ma occhio al conto: tendono ad approfittarne), la mattina passata io al maneggio (a leggere in macchina con Jacopo), Cristiana a montare una mostra dalle parti di Soho, l'incontro occasionale con M. a Piccadilly e camminando verso Green Park, all'altezza della Piccadilly Arcade, un negozio inutile ma splendido della senape Maille, to add a certain je ne sais quoi to every dish.
Nessun cibo inglese credo possa aggiungere a certain you don't know what ad alcunchè, non me ne voglia Albione.
***
Nick racconta a Cristiana che a Londra quando la statua di un cavallo ha due zampe alzate, il cavallo è morto in guerra combattendo, se ha una zampa sola per aria, è morto per le ferite,  se le ha tutte e quattro saldate al piedistallo, è morto di morte naturale.
Dei cavalieri importa poco o nulla, ma sempre di guerre si tratta, vedasi il celebrato Morpurgo di War Horses.
Mi chiedo se anche in Italia... a Milano per esempio il cavallo di Vittorio Emanuele II che frena al cospetto del Duomo sia morto di vecchiaia. Meglio: se nessuno dei nostri cavalli ha le zampe alzate, vuol dir che nessuno mai combattè in guerra?
E i cavalieri? (e le armi? e gli amori?) 

giovedì 17 aprile 2014

Sakura-mente 2

Dal meccanico a piedi, tenendo un buon passo saranno quindici minuti, guardavo i miei stivali e mi pareva fossero staccati da me, come fossi sdraiato su un carrello ponte a cinquanta centimetri da terra e i piedi corressero autonomi, per conto loro, come Mano della famiglia Addams.
- guardare a terra vs guardare in alto -
Una sera di sole, più fredda che fresca; le giornate si fanno lunghe e sulla via di casa i petali dei Sakura sono metà a terra e metà sugli alberi, che si stanno inverdendo di foglie.

La Natura, ho pensato, esiste indipendentemente da noi, dal pensiero, dall'impressione che abbiamo di Lei; ciascuno con la propria impressione, magari simile, ma diversa e quindi non del tutto vera, forse falsa. Come sarebbe la Natura senza di noi (=in nostra assenza)?
Due studenti giapponesi intanto fanno una foto, lei scuote un ramo, lui scatta, io mi ritiro in casa.
Mi viene da scrivere con un pennello nero l'ideogramma fine in giapponese: quelle virgole in fondo a destra nei cartoni animati: Goldrake ha vinto, Actarus bacia Venusia, sotto il Sakura e pure sotto lo sguardo del Dr. Procton.
Io sono il Dr. Procton. I piedi negli stivali sono i miei.
Che scemo.
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Ho visto Amour di Haneke, dopo la ventesima e ultima puntata di Rome, non potevo finire con il trionfo di Ottaviano, dovevo farmi male. E molto. (comunque da vedere da soli, senza accompagnamento... umano e di patatine).
L'inquadratura prolungata della platea durante il concerto; lo scatto di Trintignant con il cuscino, si potrebbe dire: il racconto del cuscino.
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La Zafira (torna e il bel tempo rimena) non è ancora a posto, avevo capito di sì, Jeff mi ha detto che in macchina in Italia non ci possiamo andare, nel Suffolk sì (non so precisamente dove nel Suffolk, Cristiana al solito ha fatto tutto). 
Jeff è un omone grande e grosso, mi potrebbe con una sberla stendermi; siccome l'argomento motori mi fa cascare le palle, faccio domande cretine e lui mi risponde come può, ridendosela di gusto. 
(come si traduce pirla in inglese?)
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Raimund Gregorius, il protagonista del romanzo di Mercier, Night Train to Lisbon "... loved the Latin senteces because they bore the calm of everything past. Because they didn't make you say something. Because they were speech beyond talk. And because they were beautiful in their immutability."
Il Latino non è un lingua morta, ma una lingua che non parla. 
Come quella dei gatti.
つづく

sabato 12 aprile 2014

Consolato erotico stomp

Telegraph Hill Festival: quest'anno riusciamo a fare un giro agli open studio, e ci imbattiamo in un casetta a tre piani dal look anni settanta in una terrace di case vittoriane, sulla buca delle lettere la scritta: No pizza's leaflets. Vegani? Brutta esperienza con una delivery di pizza? Indian food si', ma pizza no?.
E la sorpresa anticipata da quella scritta, di ascoltare un monologo della proprietaria, artista come il marito, la quale decanta, per dieci minuti buoni, le qualita' della figlia dodicenne, anch'essa baciata dal talento delle Muse.  Sono scappato. Che pizza!
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D'altronde - mi continuo a ripetere - non posso competere con una famiglia di venti e più elementi, di un'età compresa tra i novanta e i tre anni, dal bimbo al pensionato, dal fratello alla cugina, dalla zia all'avvocato, passando per lo studente e lo scout, per i vari hobby, compresa la pallavolo, le passeggiate in montagna, la ricerca del personale e il legno.
Per l'ennesima volta trascorro una settimana da single, immerso nella lettura, nella vasca da bagno e nelle venti puntate (tre al giorno per sette giorni) di Rome, serie tv della BBC, roba che interessa solo a me (Cristiana non ama drammi storici ambientati prima della sua propria nascita) e considerato il contenuto forse è pure meglio così.
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Il consolato italiano mi scrive: "Qualora si desideri candidarsi a ricoprire ruolo di presidente/segretario o scrutatore sezione elettorale..." con un abuso di riflessivi che fa riflettere.
Non ho tempo di ricoprire il ruolo e né intendo votare; noi italiani diamo troppa importanza alla politica, quando invece basterebbe accorgersi che la vita è assai più importante.
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La mia pare una casa di tolleranza per gatti: da quando Cabiria (nomen omen) abita qui girano certi papponi in cortile (e talvolta pure in casa), e mi tocca, con un cipiglio da Buoncostume, agitare le braccia e scacciarli. Quanto la Fel(l)iniana lascivamente cerca dolci baci e languide carezze, tanto Tinkerbell mi gira attorno parallela e intangibile.
Inizio a adorarLe, creature religiose, lari domestici, dotate della virtù più splendente di tutte: il silenzio. E chissà quanto volgari sembrano a loro le nostre parole e schiamazzi e rumori, i nostri goffi movimenti e ridicole emozioni. (Intanto le due si stanno inseguendo per casa, con rumori da trotto e galoppo).
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Nel 2013 l'HM Revenue & Customs ha registrato 617.000 nuovi National Insurance Number, ovvero posizioni Inps Inail, di cittadini provenienti dall'estero, tra questi 44.000 sono cittadini italiani (non pensionati quindi).
Come se in un anno la città di Biella si svuotasse.

Nel 2002 gli italiani che aprivano posizioni Inps Inail nel Regno Unito erano 7.000, su un totale di 310.000 registrazioni. In dieci anni, salve le proporzioni, i numeri sono triplicati.

Due note a margine:
1) non è soltanto (il numero di) chi va e chi sembra volere restar lontano, ma anche se e quanto l'Italia riesce ad attrarre stranieri (studenti, famiglie, professionisti, tecnici: non solo turisti inglesi con la casa nel Chianti) e "farli propri" (facendo pagare loro tasse e contributi); forse il Bel Paese non attrae abbastanza;
2) in Italia c'è molto più spazio e molte più case libere e vuote.
Amen.

sabato 5 aprile 2014

Sakura-mente

In un ascensore della Yellow Zone incontro un mio vicino di casa, dirimpettaio, silenzioso, burbero (almeno quando parcheggia), carnagione scura, barba grigia, di quella robustezza che fa caracollare le anche, quasi un Noè biblico (non l'hollywoodiano Russel Crowe). Mi presento, lui non mi ha mai notato (ferita profonda, ma resisto): è cipriota, ma nato qui. 
La madre, che accompagna e a cui parla in lingua, fatica a camminare,  ma mi aiuta a trovare la Purple Zone, quella dove l'endocrinologo mi manda a fare il prelievo. Chiacchieriamo qualche minuto. Mi accorgo, mentre parlo, che vivo a Londra da cinque anni e lui da cinquanta.

(Noè comunque mi ha sempre dato l'idea di un uomo pigro, indolente, con i reumatismi, zoologo per hobby, infastidito dalla pioggia e dai liocorni: uno che al timone manda la moglie insomma) 
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Quanto_me_la_tiroide: il dr. M. (pancia da birra, dita piccole, unghie bianche e corte da seminarista) mi dice che è ora di toglierla, e lo dice come se fosse un proiettile ficcatomisi nel collo che nessun chirurgo ha mai osato rimuovere. Le pastiglie potrebbero sostituire a vita l'impazzito muscoletto.
Una diagnosi parsami, da buon italiano, troppo sbrigativa; ho rimediato con un viaggio al mitico ospedale di Reggio Emilia, dove il dr. Z. dice di ricordarsi ancora di me. 
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I sakura di Troutbeck Road sono in fiore, rosa carminio, a ciuffi, a grappoli; qualche culmine di ramo si muove, come un braccio che saluta visto di lontano, in una giornata senza vento.
Da New Cross Road salendo lungo i marciapiedi di Troutbeck Road si passeggia in una galleria di chiome, le macchine parcheggiate quasi non si vedono come le facciate della case. 
Sparso - un'essenza - un profumo dolce di zucchero filato. Il nostro Sakura, il più anziano dei fratelli,  ha una fioritura tarda. In tanti fanno fotografie: Carpe Sakuram.
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Vado a sentire David Lodge al Telegraph dietro la Primary di Jacopo. Di lui avevo letto The British Museum is falling down. Non so bene che cosa mi aspettassi (il pub sì, mi ha impressionato), mi sono trovato davanti un uomo di quasi ottantanni, dimesso nel vestire, consapevolmante sordo ma non troppo,con la vista, meglio gli occhietti acuti da scrittore. 
Al solito, in queste occasioni, si dovrebbe fare a meno del moderatore, nel caso una moderatrice.
E forse anche la conoscenza dello scrittore dovrebbe esserci risparmiata: bastano i libri a dare un'opinione di sè e la propria sul mondo.
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Vivere nel politically correct aumenta un certo moralismo, sicché, quando leggo in The Casual Vacancy (che fatico a leggere) la descrizione di un obeso, provo disagio: 
 “He was an extravagantly obese man of sixty-four. A great apron of stomach fell so far down in front of his thighs that most people thought instantly of his penis when they first clapped eyes on him, wondering when he had last seen it, how he washed it, how he managed to perform any of the acts for which a penis is designed.”
per poi tra i denti confessarmi d'accordo, essendo, questo della miniatura, un pensiero che mi porto dietro da quando ero bambino. 
(disagio perché ho la pancia e devo sporgermi anche io?)

martedì 1 aprile 2014

Mad-haring it

Gayle sabato a pranzo: non la vedevo dallo scorso agosto, quando andammo insieme nel Suffolk, at the seaside. Ci vedevamo più spesso quando stavo in Italia, ma questa osservazione non conta, solo mi colpisce, anche a Londra: faraway, so close.
Lei non cambia: sempre in movimento, sempre la camminata veloce, la stessa di K., breathless, la sua incredibile eleganza anche quando indossa una camicia a righe e l'aria laica, laicissima. Gayle, la creatura più laica che conosca.

Cristiana prepara per l'occasione un eccellente risotto allo zafferano (quello italiano dei Tre Cuochi e quello palestinese in petali rossarancio), poi il mio coniglio alla quasi ligure, quasi per la mancanza dei pinoli (sostituiti con un trito di noci e pistacchi); taccole e fagiolini scottati e poi saltati nell'olio. Il pranzo ideale? 
Il menù e gli ospiti e una certa leggerezza digestiva, data dalle cose buone, preparate con calma, per amore, per amicizia. Parlarsi, guardarsi mentre si cucina.
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Ispector De Luca, BBC 4: Crime series, set in Bologna during Mussolini's dictatorship, about an investigator whose honesty and uncompromising character help him solve cases.
Sugli schermi adesso, una serie andata in onda nel 2008 in RAI, adattamento dai romanzi di Lucarelli, anche nella sceneggiatura.

Difficile per i bambini, che guardano con noi, districarsi tra fascisti, repubblichini, antifascisti e partigiani (ahimè nei sottotitoli, tradotti con snipers), la polizia italiana e gli occupanti tedeschi.
Esiste "Il Fascismo spiegato a mio figlio"? Qualcuno si è mai cimentato? A parte l'apologia dei nostalgici,  a parte Casa Pound dico. Si accettano con(s)igli.

Un ventennio passato inosservato, perchè inosservabile, da dimenticare presto e ancora. Senza nemmeno il senno di poi.
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Terminato Smiling in Slow Motion, l'ultimo diario di Derek Jarman: se fossi un giardiniere capirei meglio l'esattezza della semina, i nomi delle piante e dei fiori, le stagioni, la scienza dei colori. 
Sono solo un lettore, e mi accontento della precisione delle descrizioni (di tutto il diario), l'ironia acuta partecipe ad occhi aperti sul dolore, i medicinali, la morte, e sullo sfondo, dentro le pagine la storia culturale, del costume nell'Inghilterra degli anni Ottanta e Novanta.  

March, Tuesday 31, 1992, at Dungeness:
"The sea this morning has a silver lining brighter than any cloud, a great dark ship steams westwards along the tinselled horizon under clouds, duvet heavy, sailing in the opposite direction. Curiosly silent after a week of wind and rain.

All the phone calls that come in are the ones I would dearly miss, the demands on me are aggravating, particularly the demands for photographic sessions that will take over a day and leave a record of wrinkles.

Alaisdair said he felt Graham had not gone. This idea of life after death frightens me - can you imagine anything worse? Will I find myself sitting here for eternity as the house crambles to dust around me? The mice chew the purple curtains and the spiders bild webs to hold the tattered velvet together, finally birds fly through the roof and one last pane of glass floats in eternity.

I wash the antique saris and they flutter along the line, yellow, pink and emerald.

The sun comes out, the bees with it. An elderly lady came all the way from Canterbury to see the garden with a copy of Modern Nature to sign, it was her birthday.

Worked in the garden tidying the front bed. Silent Edward passed by and then run across the shringle to the sea. March is gone, mad-haring it."