venerdì 19 dicembre 2014

Faraway, so close

mentre le due gatte si tendono agguati, inseguendosi per casa, senza far cadere nessun oggetto (lasciano agli occhi scie di disegni manga) provo a mettere in (dis)ordine un paio di necessari pensieri prefestivi.

Come certi treni che prendevo da studente in prossimità delle feste, che volevo passassero in fretta perché trascorrerle con mio padre significava frantumarsi i coglioni dalla noia con la sola speranza che qualcosa accadesse.

Anziché le ombre, i pensieri negativi sulle tasse e sui contributi vari, le scadenze fiscali che la ormai mitica Tiziana mi ricorda via mail al sedici del mese - di quasi ogni mese - causando fitte al costato, voglio concentrarmi sulla luce, l'ottimismo e il sale della vita.

E sulla luce (le gatte intanto compaiono e scompaiono nello spettro visivo in una frazione di secondo come se si materializzassero dal nulla) desidero, con un colpo di penna, che illumini i dettagli della vita e dei luoghi, perché nei dettagli non il diavolo si manifesta ma il segno rivelatore della piena sincerità o del funesto inganno.

Vorrei smettere di sentire le persone lamentarsi o vomitare addosso angosce e ansie e ripetere per ogni domanda o accenno di novità quel monosillabo dall'orizzonte angusto: No; ma vorrei, anzi voglio ricevere inviti, ascoltare idee, farmi coinvolgere in cose che non ho ancora fatto e persone che ancora non conosco. E questo perché so che talvolta a quelle persone assomiglio.


Voglio vedere nelle persone, in tutte le persone, quello sguardo misto di invito e ironia, che non contiene nessuna certezza su quasi nulla, ma curioso e creativo, che mi faccia sentire fortunato, così a prima vista. Voglio quello sguardo che dice: io di te e di me tutto so e tutto ignoro.

E il sale certo brucia pure le ferite, e guarisce... ecco: lo voglio in grani grossi su fumanti grigliate, sul riso giallo zafferano, sul ghiaccio perché non si scivoli e dietro la schiena per tre volte se per caso ne ho versato.

E ora che sono diventato anche il padre di mio padre vorrei per anche solo un minuto fare il figlio di qualcuno. Questo però vorrei che fosse l'unico rimpianto, l'unica debolezza e che passasse veloce come le mie due gatte impazzite che paiono ferirsi a colpi di stiletto e poi s'acquattano come se niente importasse loro.

Che noi tutti abbiamo un dettagliato, salato e creativo 2015!

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