lunedì 22 settembre 2014

Nursery: piante e bambini

Seduti su una panchina di un parco fuori Croydon (parco un po' over 60) dedicata alla memoria di cani, cagnolini e cagnette - i bambini laggiù giocano a pallone, mentre quadrupedi di ogni ordine e grado (si) (in)seguono padroncini e padroni - io e Cristiana leggiamo, dopo aver divorato il pic-nic con eccessiva compulsione.

Fa freddo, poi arriva il sole, di nuovo le nuvole... mutevole, variabile come gli umori; io leggo le cronache di guerra di Montanelli, Cristiana il Gattopardo e talvolta ride.


Poi si va in una nursery (un vivaio... ma nursery significa anche asilo nido: le piante come i bambini o viceversa), dove è appena terminata una di quelle competizioni così genuinamente british: i tre migliori pomodori, le tre bietole, le cipolle, gli iris... ciascun piatto con una coccarda rossa o blu o gialla. Compriamo di tutto e vorremmo comprare tutto e quasi ci riusciamo.

***
Quella piacevole sensazione della domenica pomeriggio: tutti un po' esausti che cerchiamo ognuno il proprio spazio e in solitudine, la casa abitata ma silenziosa.

***
Dietro la cronaca spiccia, una settimana, quella che viene, da ricordare: l'università, due ospiti importanti, la mostra ad Harts Lane e una certa voglia di cucinare che mi è ritornata.

***
La Scozia rimane nel Regno Unito: il voto di una maggioranza silenziosa che ha avuto certamente un po' paura... sono tempi, i nostri, in cui le certezze del presente, sebbene fragili, valgono più dei timori per il futuro.
Un voto dello status quo? forse nel senso che tutto l'establishment ha voluto la Scozia dentro (famiglia reale, parlamento, banche e industrie) e Cameron ne esce per il rotto della cuffia, giocando la carta della riforma costituzionale per dare indipendenza all'England (e a lui altri cinque anni di governo).

Vediamo come se la cavano, comunque chapeau per lo stile! Braveheart intanto a farsi una doccia scozzese.

Nessun commento:

Posta un commento