mercoledì 2 luglio 2014

Non Pos-sumus

Nella perfida Albione, dal dentista ai due pound di caffè, dall'edicola al libero professionista, dalla bancarella più truce, all'ufficio pubblico si paga con la debit card, alias il bancomat.
Nella perfida Albione, paese della Finanza più speculativa e (stra)fottente, delle Banche senza scrupoli, quando si usa la debit card, alias bancomat, e quando si preleva contante dagli sportelli automatici non si paga nessuna commissione. 
Capita talvolta in alcuni esercizi commerciali (specie nei pub) di dover affrontare una spesa minima di cinque o dieci pound per poter utilizzare la debit card: per chi beve meno un inconveniente.
Capita anche qui che si paghi l'idraulico in nero. Nessuno è perfetto.

Tra poco non si potrà usare più il contante per pagare il bus o la metro ma solo la Oyster e la contactless card, cioè la debit card con l'effetto touch in. Basta un tocco. 
Bello o brutto che sia, si farà così.

Tutta questa caciara italiota invece sul bancomat ha il sapore di un certo provincialismo e di una certa paura delle novità, che volenti o nolenti ci vengono incontro. 
D'altronde se usiamo i più sopraffini cellulari spendendo cifre da capogiro senza capirci spesso un c****, non si capisce tutta questa fobia da Pos
Circa le spese o i favori alle banche basterebbe che il governo, le associazioni di categoria e la lega per la protezione del pensionato (= il sindacato) si muovano per evitare al contribuente anche il minimo aggravio.

Sembra che tutto abbia l'odore degli interessi di parte, in attesa di trovare la gabola fottente. 
Il nuovo intanto ci travolgerà, tanto vale adeguarsi.  Poi tranquilli, pagheremo sempre in nero l'idraulico che ci fa il favore. 
Nessuno è perfetto. 
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Tempo di Wimbledon: passati i furori calcistici, non rimane che Andy Murray, uno scozzese... gli inglesi non impazziscono, ma meglio riprendersi un trofeo casalingo che sognare l'impossibile.
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Ancora non mi capacito che i miei figli in pieno luglio vadano ancora a scuola. 
Così tanto profondo il ricordo del sollievo che si provava ai primi di giugno quando si smetteva di frequentare, che ancora adesso torna a galla l'idea di quella lunga vacanza... e mi pare di infliggere loro una specie di lieve tortura.

Probabile che noi si passi la seconda metà della vita se non a scacciare almeno a riflettere sulle conseguenze - Fellini diceva: i guasti - che l'educazione ha avuto sulla prima metà.

Non che aiuti molto, ho scoperto, ripescare i ricordi, mai proprio di zucchero, nemmeno di fiele, si rimane intrappolati, non si vive e e non si passa mai oltre. Insomma non si riesce mai a prendere i ricordi e poi riporli intatti sugli scaffali, come i libri, macchiano le mani, ungono le vesti.
Si può dire anche delle persone, i genitori in particolare, che inevitabilmente influenzano la nostra vita, anche se assenti, anche se docili o spenti.
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Ma dove sono i contenitori della spazzatura a Chelsea? i ricchi non producono scorie, rifiuti, resti? In minima parte, in sacchetti fatti sparire da servitù straniera.
E però non si può negare che vivano una vita in lento decadimento.

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