sabato 28 giugno 2014

Qualcosa di Tudor

Mentre di là la partita di calcio tuona dalla tivvù, con la voce anaffettiva di un cronista britannico, mi accorgo che ho da settimane tradito il nulla die sine linea.


Avrei delle confessioni da fare, sulla mia salute e sul privato, su giugno as the cruellest month, mixing memories and desire (più il romanzo di Raymond che i versi di Eliot).
Ma violerei quel senso del privato a cui finiamo con l'affezionarci, in segreto sperando che siano gli altri a capire assai più che noi a svelare.
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Eltham Palace:
Un castello tudoriano, nel senso che il piccolo Henry ci andava a caccia; nel pieno degli anni trenta poi del secolo breve una coppia inglese dell'alta società lo compra e lo ristruttura con capolavori italiani e arredamento svedese, telefoni interni, e un lemure che mordicchia. 
Sì un lemure: per l'abitudine tutta aristocratica di regalarsi animali esotici e poi di seppellirli in giardino.
Spettacolare l'ingresso anni trenta, dotato di una stanza per la pulizia dei fiori raccolti nel giardino.
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Ho letto in treno verso Reggio Emilia un libro di Francesco Piccolo, Il Desiderio di Essere Come Tutti, che finirà con il vincere lo Strega, e a parte quello che dice sui nostri anni (quelli anagrafici, dieci più di me) parla tanto del chessaramai, come una parola e un modo sereno di prendere la vita con leggerezza, senza idee di purezza e intoccabilità. 
Da leggere, ma per chi votò, ha votato, voterà piddì e avrebbe a suo tempo strozzato Bertinotti (chi?) e la sua purezza ideologica (che poi è quella che a sinistra ci si vanta sempre di avere, confondendola con la puzza sotto il naso).
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Chessaramai dunque: imparerei molto di più e sarei più rilassato, se me ne fottessi... ma mi riesce con cose che riguardano gli altri: a Matilde, per esempio, ho appena detto chessaramai alle sue lacrime uruguayane.

Diacronie: quando avevo l'età di Matilde l'Italia vinse il Mondiale, 1982, e quando la nonna Maria aveva l'età di Matilde prendeva da sola a Trieste il bastimento che la portava in Uruguay, a Montevideo dagli zii, 1939.

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