giovedì 17 aprile 2014

Sakura-mente 2

Dal meccanico a piedi, tenendo un buon passo saranno quindici minuti, guardavo i miei stivali e mi pareva fossero staccati da me, come fossi sdraiato su un carrello ponte a cinquanta centimetri da terra e i piedi corressero autonomi, per conto loro, come Mano della famiglia Addams.
- guardare a terra vs guardare in alto -
Una sera di sole, più fredda che fresca; le giornate si fanno lunghe e sulla via di casa i petali dei Sakura sono metà a terra e metà sugli alberi, che si stanno inverdendo di foglie.

La Natura, ho pensato, esiste indipendentemente da noi, dal pensiero, dall'impressione che abbiamo di Lei; ciascuno con la propria impressione, magari simile, ma diversa e quindi non del tutto vera, forse falsa. Come sarebbe la Natura senza di noi (=in nostra assenza)?
Due studenti giapponesi intanto fanno una foto, lei scuote un ramo, lui scatta, io mi ritiro in casa.
Mi viene da scrivere con un pennello nero l'ideogramma fine in giapponese: quelle virgole in fondo a destra nei cartoni animati: Goldrake ha vinto, Actarus bacia Venusia, sotto il Sakura e pure sotto lo sguardo del Dr. Procton.
Io sono il Dr. Procton. I piedi negli stivali sono i miei.
Che scemo.
***
Ho visto Amour di Haneke, dopo la ventesima e ultima puntata di Rome, non potevo finire con il trionfo di Ottaviano, dovevo farmi male. E molto. (comunque da vedere da soli, senza accompagnamento... umano e di patatine).
L'inquadratura prolungata della platea durante il concerto; lo scatto di Trintignant con il cuscino, si potrebbe dire: il racconto del cuscino.
***
La Zafira (torna e il bel tempo rimena) non è ancora a posto, avevo capito di sì, Jeff mi ha detto che in macchina in Italia non ci possiamo andare, nel Suffolk sì (non so precisamente dove nel Suffolk, Cristiana al solito ha fatto tutto). 
Jeff è un omone grande e grosso, mi potrebbe con una sberla stendermi; siccome l'argomento motori mi fa cascare le palle, faccio domande cretine e lui mi risponde come può, ridendosela di gusto. 
(come si traduce pirla in inglese?)
***
Raimund Gregorius, il protagonista del romanzo di Mercier, Night Train to Lisbon "... loved the Latin senteces because they bore the calm of everything past. Because they didn't make you say something. Because they were speech beyond talk. And because they were beautiful in their immutability."
Il Latino non è un lingua morta, ma una lingua che non parla. 
Come quella dei gatti.
つづく

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