venerdì 21 marzo 2014

Prospect Cottage, Dungeness

Le prime sequenze di Caravaggio sembrano girate negli interni della chiesa di Old Romney, e anni fa, la prima volta che guardai il film, che era vietato e a notte fonda, ricordavo gli interni poveri scarni, i comportamenti barocchi dei personaggi e rimasi, come rimango ora, colpito dal senso estetico classico di Derek Jarman, che resiste in tutti i suoi film.

In dieci minuti di macchina da Old Romney (con nella testa la semplicità, gli angoli di luce e gli spazi di St Clement) a Dungeness il paesaggio cambia, l'orizzonte si abbassa, si allunga, pochi alberi, grumi di cespugli; la strada divide prima una specie di laguna d'acqua dolce e salmastra, rifugio protetto di uccelli migratori,  poi taglia l'entroterra da una bruma quasi deserta di sassi, e, se non fosse per il mare che si intravvede, infinita. Cristiana mi dice che questa zona è considerata l'unica zona desertica della Gran Bretagna

In fondo sulla destra, oramai prossimi all'abitato, oltre il filo spinato e una linea di rotaie interrotta da una cancellata, la centrale nucleare, prossima alla chiusura: una scatola di lego che, forse solo a causa del vento, rumoreggia inquieta o inquieti noi a guardarla, mentre i bambini fanno domande.

Lasciamo la macchina al Pilot Inn, in un parcheggio tra il pub e la distesa ondulata di sassolini (shringle), da un tavolo all'aperto un uomo anziano e panciuto rolla una sigaretta con una pinta di birra scura davanti, capisce che cerco la casa di Jarman e mi fa segno di proseguire verso il faro.

Davanti a noi dune di sassi, non un pugno di sabbia, nessuna vegetazione, qualche rado ciuffo d'erba, da lontano quelli che sembrano rottami ferrosi di vecchie carrucole in disuso, qualche barca dai fianchi consumati, e pezzi di legno consunto, assi lisce del colore delle ossa, oggi sentieri e prima binari per le chiglia trascinate in rada.


Sparse come in una scacchiera vuota, case da far west, o capanni di alta montagna, dai tetti di lamiera scura, pareti in legno (una con un portico, dipinta di verde), nessun albero, solo il vento, nessuna recinzione, sul davanti oggetti di giardino a metà tra l'abbandono e il recupero.

Arriviamo a Prospect Cottage, scuro con gli infissi gialli, intorno un giardino fatto di legna, sculture di ferraglia recuperata, semplice, molto elegante, cespugli, piante grasse, il giallo dei narcisi in fiore da un aiuola di sassi e queste geometrie fino al retro, fino ad un fragile fila di panni stesi: un abito bianco a mezza manica e culotte si gonfia e garrisce come una bandiera frustata. Oltre, sempre a interrompere la fuga dell'occhio, la centrale nucleare.


Difficile non pensare al giardiniere Derek Jarman, la scelta di un luogo come Dungeness, geologico e moderno, abbandonato e con qualcosa di vitale, resistente, un confine e finisterrae, un territorio di sassi di mare di sole. Sì di sole, non il calore del sole, ma la luce del sole, The Sun Rising: la poesia di John Donne su una parete nera della casa.

Ci disperdiamo, ognuno con i propri pensieri e curiosità, i bambini corrono con lo scalpiccio che fa la ghiaia e che quasi ci affonda ad ogni passo e da una duna fingono di precipitare in mare .

 Poi il mare grigio che setaccia la ghiaia e ancora dune e dune, il vento che fischia e al Pilot Innsimply the finest fish and chips in all England" (sempre secondo Jarman, noi non abbiamo poi cenato, per dire quanto era leggero).

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