sabato 15 febbraio 2014

Flood & co.

Il Somerset è pesantamente allagato, ha piovuto il doppio della media stagionale, interi villaggi sono isolati e continua a piovere, il Tamigi sfonda gli argini prima di Londra, il Berkshire, il Surrey sono sotto inondazione. 
Ci sono famiglie che da settimane e per i prossimi mesi entreranno nelle proprie case su mezzi anfibi o galleggianti, l'agricoltura, le strade, le linee ferroviarie. 

I mezzi di comunicazione ne parlano, ma si ricava un'impressione imbonitoria: solo cronaca, invitabilmente, ma il perché stia accadendo in queste proporzioni sfugge, oppure resta sotto traccia, sott'acqua, senza venire a galla. 

Una certa quale rassegnazione di fronte alla Natura pare un tratto del carattere pragmatico degli inglesi: non si disperano, anzi accettano... ma le responsabilità? tutta solo colpa della pioggia?
(E pensare che solo un anno fa non si poteva innaffiare il giardino causa siccità?!)

Per quanto il meteo - i lettori lo sanno - mi riguardi assai poco, le intemperie di queste settimane e la situazione fuori Londra han finito con l'interessarmi.

A parte che camminando mi devo tenere la tesa del cappello, a parte le scarpe sempre più simili a stivali, in questi giorni sembra difficile rimanere indifferenti e accontentarsi dello stereotipo del tempo inglese. 

Adesso, le undici di sera, fuori tira un vento a ondate di trenta miglia orarie, pioggia obliqua, a schiaffi, le gatte addormentate con le orecchie vigili e tese, insomma notte da lupi (le volpi stanno rintanate) e da single

E nel single l'udito si fa fino, l'insonnia si fa avanti.

Non divaghiamo: Usha Pohl (con Very, la sua pubblicazione di arte, moda, design, ecologia) sta lanciando una serie di documentari sull'ecologia, l'etica e humanitarian issue

Eccone uno il video Flood and Drought, ancora rough cut, che parla di possibili, anzi probabili cause, in anteprima su youtube e qui: 

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