domenica 12 gennaio 2014

Verde & Company

A pochi metri dalla stazione di Shoreditch High Street, e sotto il tunnel della vecchia ferrovia, lungo la fu Wheler strett, tutte le mattine stazionano due uomini appaiati o talvolta testa a testa in sacchi a pelo nuovi, uno blu, l'altro marrone, colori lucidi, metallizzati dal freddo, dalla nebbia. 

Quando passo, e passo tutte le mattine, dormono ancora, separati dal marciapiede da uno strato di cartone, quasi mai il lunedì - forse reduci dalla bisboccia di un altro pernottamento - sempre durante la settimana, e alla sera uno solo dei due, che chiede: any change, mate? 

Lo saluto, non so se mi riconosce quanto io riconosco lui; come segni, se non suoi o loro, certo del quartiere e di quella immediata periferia: una bottiglia vuota di bianco, lattine, non dove s'accampa, ma fuori all'estremità della galleria.

Poi i graffiti sui muri, sulla destra un auto lavaggio, sulla sinistra Quaker street, che arriva fino a Brick Lane, ad angolo con un mini supermarket e la sua catasta di rifiuti differenziati, poi un pakistano che arringa con il pane una folla di piccioni, la facciata lugubre di un edificio di fine ottocento sigillato e poi finalmente - verrebbe da dire - Commercial Street e Spitalfield

(Questo micro quartiere quotidiano di) Braithwaite street (formerly Wheler street) collega le due aree vive e commercialmente vegete di Shoreditch, e forse se rimanesse sempre un mero passaggio da un'area all'altra, potrebbe ancora ospitare sotto la volta di mattoni, la pietra della strada e gli edifici, tutta questa varia umanità di allegri disperati.


Prosopopea a parte mi capita di infilarmi, nelle pause e nel dopolavoro, talvolta in compagnia di K., in realtà grazie a lui, nei locali della zona, a parte i miei Chai Latte, per esempio:


Verde & Co: un tavolino rotondo di compensato  appoggiato al davanzale di una finestra bassa, poi un tavolo basso grezzo di quattro o cinque sgabelli per lato, il bancone con vetrine e alzate, lo spazio, un'unica stanza, affastellata di marmellate, del cioccolato Marcolini e di pasticche Leone, due busti gemelli, due teste ricce alla Marco Aurelio (le stesse teste piccole ma tre e nere sulla cornice del camino), un vezzo inutile che alleggerisce l'accumulo di oggetti commestibili.
Cappuccino di proporzione e sapore più che decente, apple pie e altre golosità buonissime, proprietari discreti, un certo grande amore per l'Italia, che non guasta mai.


all'inizio di Brick Lane ad angolo - un angolo smussato, convesso, - con Bethnal Green Road, la barista un po' malinconica, che K. ha per caso incontrata sul treno con il viso imbronciato dei commuters, e le vetrate che mostrano tutto dei passanti, di fronte un negozio vintage niente male, ma caro, e lungo lo stesso lato il mitico Baigel Bake
Mi piace per le chiacchierate che ho fatto, per il panorama (he is looking/out the window/at somebody/coming in), niente più, ma abbastanza per tornarci quando mi va.

Mettiamoci pure, nel post dico, anche se nulla c'entra o c'entra lo stare a guardare alla finestra, l'arresto, fotografato live da Cristiana (l'ansia dell'io c'ero?) esattamente davanti a casa nostra di un presunto ladruncolo minorenne ad opera di una flottiglia di poliziotti in tenuta giallo nera, contro cui il Copperfield nulla potea
Cristiana per un momento dato il chiasso delle sirene e il tempismo britannico pensava fossero venuti per noi.
Abbiamo chiaramente qualcosa da nascondere.

Nessun commento:

Posta un commento