domenica 5 gennaio 2014

Duemilatredici libri o quasi

Più che archiviare, metto l'anno sulla scaffale. L'ennesimo passato a leggere, non si sa bene a beneficio di che cosa o di chi, ma poco importa. Guardare nel vuoto, fare una fila o aspettare pazientemente il turno con le mani in mano mi sembra tempo sprecato... certo non tempo investito, semmai ipotecato. Quindi meglio un libro.

Nei miei virtuali Annales raccolgo i seguenti:

The Last Night, Federico Campagna: un libro fuori genere, un manifesto-diario, lucido, acido, personale, favoloso e umanissimo sull'Anti Lavoro, l'Ateismo e sull'Avventura.
I nuovi avventurieri non sono armati di fede o di speranza, ma di provocazione, poesia, opportunismo, un sano egoismo e rifuggono le attraenti e ipnotiche trame del capitalismo.
Prefazione di Franco Berardi Bifo, postfazione di Saul Newman, dedicato ai teenager, una lettura indispensabile e imperdibile (per ora solo in inglese e per chi vuole conoscere Federico, l'ho intervistato qui.)

Sulle Orme del Gambero, Walter Tocci. Ragioni e passioni della sinistra, quelle che io non ho più, ma in un angolo conservo ancora. "La sinistra poteva cambiare il paese ma non c'è riuscita... bisogna andare indietro sulle orme del gambero per scovare sotto le pietre le cause delle sconfitte. Solo così si prendono le decisioni che ribaltano le pietre. C'è un riconoscimento da elaborare, prima di tornare a vincere". Così nella prefazione... però ne sono uscito più disilluso che mai e se concordo nell'analisi e mi riconosco in ogni pagina, sono stati trent'anni buttati al macero, risalire mi pare impossibile e non certo con il mio voto. Addio Sinistra.

Scuola di Nudo, Walter Siti. In auge per il recente Strega, ma ben prima meritava l'alloro per questa storia comicissima e amara. Un professore universitario, omosessuale incallito in cerca di corpi da culturista, per nulla disincantato ma amante delle proprie ossessioni, malattie, gelosie e passioni.
Guarire dalla propria vita non serve a niente. 

Le Libere Donne di Magliano, Mario Tobino. Le matte di un manicomio, descritte con un amore che solo la letteratura può raccontare, e un sentimento di umanità asciutto e cordiale senza una riga di moralismo. Un reality senza la tivvù, ma con tutta la poesia possibile. 
Letto a poca distanza da Il Deserto della Libia e Passione per l'Italia, mi verrebbe da chiedere dove sia finito Tobino nella nostra memoria di italiani e nella nostra scuola. Conosco la risposta.

Fuori, Mario Soldati. Scoperti gli autori che raccontano dei propri viaggi, non posso non citare questo Soldati in carriera: in barca in Corsica, in macchina in Grecia, in Unione Sovietica per una conferenza... e in Sierra Leone in compagnia di Graham Green! E qui Green è un mito.
Mi piace l'acutezza, l'aneddotica, il senso del tempo, l'amore per gli italiani all'estero e per qualsivoglia incontro e poi Soldati, così italiano, così intelligente, un certo gusto per un moralismo sano, vitale, per il cibo, le donne, il fumo. Quel fortunato viaggiare in un'epoca ancora troppo post-bellica e post-coloniale. 
Qualcosa che oggi si dimentica, ossessionati dalla meta e dimentichi del viaggio per raggiungerla.
La donna è un'isola, Audur Ava Olafsdottir. Siccome voglio visitare l'Islanda, inizio a viaggiare fin da ora con l'autrice di Rosa Candida, che mi piacque assai meno di questa storia on the road, di una traduttrice quarantenne e cuoca che fa un viaggio lungo la propria isola in compagnia di un bambino sordo e con problemi di vista, affidatole momentaneamente o quasi da un'amica squinternata....
In appendice le ricette menzionate nel libro, raccontate come sempre si dovrebbe.

Strange Shores, Arnaldur Indridason. Ancora l'Islanda, un giallo, l'ultimo della serie dell'Ispettore Erlendur, che torna nei luoghi dell'infanzia - dove in una tempesta di neve perse il fratello più piccolo - sulle tracce di una donna misteriosamente scomparsa decenni prima.
Se non l'avessi letto durante il soggiorno a Nablus e se non volessi andare in visita all'estremo nord, forse non sarebbe in questa lista, ma ho sempre amato i thriller, che danno dei luoghi descrizioni accurate e generose. Con Indridason meglio iniziare con i primi casi di Erlendur, ma Strange Shores rimane un ottimo romanzo di genere.

Come Dio Comanda, Niccolò Ammaniti. Vinto il pregiudizio enorme che mi teneva lontano, m'arrendo di fronte a questo romanzo padano, la storia di una mini-Italia ai margini che si arrangia a vivere. La favola macabra di padri e figli, uomini senza donne o quasi, senza lieto fine o meglio senza fine, ma giorno per giorno. Piove sempre, i fiumi escono dagli argini come in molti libri di J.R. Lansdale. Ammaniti sa di che cosa scrive e lo scrive molto bene.

Miracles of Life, JG Ballard. L'autobiografia di uno scrittore, nato nella Shanghai internazionale degli anni Trenta, internato con la famiglia durante l'occupazione giapponese, tornato, anzi andato per la prima volta nella patria Inghilterra nel dopoguerra. L'autore di Crash, di Drowned World e del più classico Empire of the Sun. Fin qui niente... se non fosse per un modo di raccontare piano e semplice che nulla toglie alla sua grande creatività di scrittore. Anzi! Scrittore appunto di animalità, di morbosità umane, di spazi vuoti e di mondi sconosciuti alla mente e al corpo. Una scoperta.

The Silence of Animals, John Gray. Citando a piene mani autori e testi non mainstream, tra cui il nostro Malaparte di La Pelle e Kaputt, Gray muove una critica potente, a tratti difficile e un poco sconnessa, sul progresso e sui miti moderni, tra cui quello che la nostra vita, diversamente dagli altri animali, debba per forza avere un senso. Il mito del progresso ci porta a credere fermamente nella (auto coscienza della) nostra superiorità. Eppure in mezzo alla Babele contemporanea, il silenzio degli animali, nostri simili, muove a rimprovero e inquieta. Un attacco mortale al liberalismo umanista.

Buon anno et Sit tibi legere levis.

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