giovedì 16 gennaio 2014

Craft Coffee

Sclater street unisce Brick Lane alla stazione di Shoreditch High Street: una strada che inizia uguale alle altre, quasi anonima, con le case di mattoni sui lati; 
poi uno slargo con due parcheggi feriali, che nel fine settimana diventano mercati (di anticaglie l'uno e di bancarelle con cibo russo e polacco l'altro);
poi sulla sinistra un edificio nuovissimo: piano terra finito in acciaio, mattoni chiari e infissi nuovi aggettanti, dietro una costruzione molto più alta quasi tutta a vetro, dalle forme a punta, stile City;
sulla destra abitazioni basse, serrate per evitare le occupazioni, scantinati fatiscenti che si alternano a ingressi ristrutturati dove si aprono un paio di locali nuovi, un bric-à-brac, i graffiti a muro e lo slargo del marciapiede fino a Box Park.

I graffiti cambiano in continuazione con interventi diurni e notturni, gli artisti, per lo più giovani vestiti post punk, volutamente incuranti della pioggia e dei passanti.

Su questo lato corre più alta delle case la ferrovia, che rumoreggia, ma attutita dal traffico degli uomini e delle occupazioni. 


Tre tigresse, arcuate, su una nera e decrepita facciata, chiuse nelle gabbie degli infissi, guardano felliniane (che muovano la lingua mentre arrossisco?), K. intanto entra nell'uscio di fianco, nel Craft Coffee, io lo seguo e ordino un caffè, lui un cappuccino: gli hanno detto che è il migliore cappuccino di Londra e qui noi si prova (di certo i donuts da urlo).

Locale di sole linee, pulitissimo, essenziale da imbarazzarmi: uno scaffale a muro in legno Ikea, sgabelli alti in ferro sempre svedesi, svedese pure il bancone, tutto bianco con tre lavagne nere: una dedicata al latte, una ai caffè, l'altra a tutto il resto. Si apre, tra il retro e il mattonato della ferrovia, uno spazio esterno, sempre bianco con una bicicletta a muro e un pavimento di erba finta. 
Nel seminterrato, più piccolo, da cui si accede appena entrati, tavoli in legno quadrati e azzurrini; ad ogni seduta una bottiglia di vetro trasparente e fiori di campo nei vasi. 
Less than zero.



Noi si parla di come basti poco. Infine ci si saluta ché si ritorna a lavorare.

Sclater street, anzi: le strade a Londra - e qui a Shoreditch in particolare - accettano tutte le proprie contraddizioni e contrasti, non sono mai tutte eleganti o tutte sfatte, solo chic o solo decrepite. Cambiano, anche mentre cambiano, se abbandonate, aspettano una riscossa e convivono con tutto il resto. 
Noi che vorremmo che le cose stessero sempre lì, a confermare che con loro anche noi resistiamo in eterno. 

(Uno degli homeless di fu Wheeler street mi cammina davanti e trova sul marciapiede dieci pound fradici.)

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