lunedì 18 novembre 2013

Paolo Conte

Lo sguardo e pure il caracollare... omerico, niente farfallino ma una giacca stinta e stazzonata con le tasche gonfie di storici pacchetti di sigarette e mazzi di chiavi, nemmeno il fazzoletto, ma una manata ad asciugare  la saliva e il sudore dei baffi. 

Poi il piegarsi da un lato rigidamente, senza spezzarsi, e in piedi tenendosi a un lato del piano come fosse una ringhiera e le mani che battono il ritmo sui fianchi secondo spasmi, l'artrite del movimento palmare e il dito mignolo fermo. I pantaloni appena più che giusti in vita e la maglia nera infilata dentro, le scarpe in pelle, fruste.

Un Conte dell'aristocrazia in declino, ma senza tracce di snobismo, e poi un disincanto che dà spazio all'orchestra, agli assoli e ai talenti più del solito, mentre lui ammicca dal pianoforte come buon padre. 

Un uomo da strapaese, una faccia in prestito, uno zio di cui vorrei essere nipote, la voce di sigaretta, poi indubbiamente un poeta, dagli esametri di milonga, di tango e di jazz.

Lo vedo passare, da dove siedo, in quella camminata faticosa e affaticata: canta e suona come uno che sa e al contempo come uno che sa di non sapere: prende per il culo e poi offre un bagno caldo. La voce suadente e poi la realtà, raccolta, trasformata in immagini eleganti e quotidiane.

La platea del Royal Festival Hall (teatro strapieno) pare tutta italiana, di inglesi ci sono le mogli, i mariti, gli amici di noi italiani. Difficile scendere sotto i quaranta, diciamo sotto i trenta cinque.
Si parla, on line e nelle pubblicazioni, di Tom Waits e Cole Porter, di viaggi tra la Louisiana e Buenos Aires

A me pare tanto italiano, uno dei pochi che non ha importato musica dall'estero ma che l'ha interpretata e fatta propria, creando un genere, una specie di strapaese in note e suoni, dove ci sta dentro il kazoo, la Marisa, gli occhi allegri da italiano in gita, il rumore che fa il cellofan e tante altre immagini parlanti e atmosfere e ritmi di fumo, di serate, di erotismo e balera.

Un mondo nostro di zazzarazzazza e quanta passion. (E dopo di Lui?)*.

Io c'ero e ho visto. 

*invece dopo di lui Bobo Rondelli, domenica prossima.

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