mercoledì 23 ottobre 2013

Il quarto comandamento

Good technique, mi dice Dawson, l'allenatore di calcio.
Raccolgo Jacopo e tutto quello che dissemina, non rimango a bocca aperta perchè in fondo lui ha sette anni e io quarantadue anche senza resto di due.

Buon sangue non mente, non il mio, non quello di Cristiana, ma il sangue della sorella. 
Due che giocano a calcio in famiglia non è male.

Don Camillo a Veruno capitò che mi presentasse un prete barbuto, giovane: 
E' appena andato a trovare suo padre con la sorella. Si vedono ogni tanto... anche la sorella è suora.
Io ridevo a pensare a quel padre che o era un devoto o qualche domanda se la deve essere fatta, se proprio tutti e due i figli si sono votati alla vita religiosa.

E rido anche adesso pensando che quel padre sono in fondo io, devoto o meno al dio del calcio, non importa. Non mi rimane che prendere atto, con un sorriso. 

E dato che finora non sono stato sufficientemente esemplare, non rimane da chiedersi in che cosa mai io lo sia e se lo sarò? Il tempo poi passa e le risposte, se tardive, hanno l'amaro sapore del rammarico.


Invece che essere contento, mi direbbero i soliti, ma io sono contento! vado pure alla partita Inghilterra vs Galles, femminile, un evento no? Il fatto che vada per la prima volta allo stadio perché Matilde gioca a calcio.

-Speriamo Matilde non veda per caso una partita di Curling-

Ma io sono contento, anche se il mestiere di padre rimane il più difficile al mondo.

(Il quarto comandamento: Onora i tuoi figli. Postilla al quarto comandamento: Resistere a volere i figli come noi vogliamo che siano, e poi lasciarsi andare)

E se mi iscrivessi a Curling: pulire affannosamente con la scopetta davanti a quella palla a ferro da stiro, detta stone o rock, per farla scivolare via, senza toccarla mai.

Nemmeno fuor di metafora.

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