domenica 7 luglio 2013

London coast to coast 1: Ben Pimlott Building

la giro in lungo e in largo e le temperature d'estate la fanno per qualche giorno mediterranea e verde, quel verde pieno d'acqua, di tutta l'acqua scesa nei mesi scorsi, reso intenso e vivo dal sole.

Sempre nel tentativo goffo, talvolta precipitoso e nervoso di vedere cose nuove, capita di scoprire - ancora e sotto casa - posti nuovi che... sono sempre stati lì.

Appena usciti da New Cross Gate e camminando in direzione di Deptford, prima del viale che porta alla chiesa di St John, i due cubi di vetro della Ben Pimlott Building espandono la luce, mentre il groviglio di acciaio sulla costruzione più bassa, come un nastro sospeso in volo da una ginnàsta di ritmica, costringe ad alzare lo sguardo, sempre così orizzontale dei londinesi.


I tre giorni della Mostra conclusiva del Master in Fine Art permettono di visitare i piani della Pimlott Building e i Laurie Grove Baths: spazi strepitosi, vecchie anticaglie, vista sulla Londra contemporanea, atmosfera vittoriana dei bagni.

Si perchè la costruzione dell'architetto Wilsop sta di fianco ai vecchi bagni vittoriani (Boggio, credimi ti sarebbe molto piaciuto) trasformati in studi e spazi espositivi, e non solo nel contrasto tra le due location, ma nel disinvolto uso degli spazi si rimane a bocca aperta e ci si può perdere, scoprendo corridoi, stanze dei massaggi, balconate, cabine, androni, piani nobili e magazzini.

E ti trovi in un solo colpo: una piscina pubblica di fine ottocento aperta per diffondere la cultura dell'igiene personale nella Londra vittoriana, divenuta negli anni Cinquanta uno dei primi club afro caraibici del Sud Est e oggi uno studio-spazio per artisti, e una costruzione contemporanea con una vista sulla città... una vista orizzontale. 

Devo provare a spiegarmi:  non era l'orizzonte a contenere i palazzi, i grattacieli della City o di Canary Wharf, i parchi, i campanili, le file delle case, il Tamigi pigro e luccicante, ma era Londra, Londra! che sembrava trattenere e dare un nome, una cornice, un morbido disordine all'orizzonte.

(certo, avrei dovuto parlare di qualcuno dei cinquanta artisti, ma Londra über alles e questo si è capito... poi abbiamo terminato la giornata con una pasta alla crudaiola, i pomodori, finalemente tali, rossi e succosi, comprati dal fruttivendolo ungherese, assistito per l'occasione da un ragazzo italiano di Maranello. Si finisce sempre lì.)

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