mercoledì 29 maggio 2013

Due cavalli

Noi non si è dormito bene: i cavalli, credo solo due, della due cavalli si sono esibiti prima nel dressage, poi si sono rumorosamente scaldati, alle due di notte e rotti. Rotti noi di certo.

Noi non si è preso più sonno e i sogni, se mai possano dirsi tali, si sono popolati dei personaggi semi-reali del dormiveglia.
Qui poi albeggia poco dopo le quattro e quindi al pari dei galli cedroni, pure le due cavalli grattano e nitriscono all'approssimarsi della luce.

Serata passata con un'amica che ritorna in Italia, serata di arrivederci, di vino, di canzoni italiane e di conoscenze in comune su quanto sia piccolo il mondo e il Biellese sia ancora più piccolo.

Cristiana ha cucinato indian paneer con i peperoni, una quiche di asparagi, poi gli spumini di Massera, che io mordo a etti... Jacopo costipato dall'insolazione al vento e ai marosi di Whitstable, Matilde alla vigilia del ritiro di Cricket ad Arundel.

Noi si aveva una certa tristezza, il meteo non aiuta e ci si copre ancora con dei cardigan slabbrati; tutti noi, gatti e cavalli inclusi, ancora in una mezza stagione dell'anima: io con la faccia del colore di un granchio, i miei soliti libri, i crucci parentali, e Cristiana con gli artisti da mettere d'accordo, la casa da far girare e Jacopo a casa da scuola.

Difficile scrivere di un umore generale, senza citare le cause, i quotidiani incontri e pensieri - ah le emozioni da poco -  che lo provocano, così te le trovi lì scalpitanti e ingolfati come i due cavalli della due cavalli.
E poi si dormiveglia per effetto di un digestivo, placebo che lo stomaco dissolve insieme a tutto il resto.


La foto risale a tre anni fa: la scattammo appena visitammo la casa per la prima volta, ancora occupata dalla signora Smith.
E dato che alle cose ci si affeziona presto, la due cavalli è diventata parte del paesaggio umano e meccanico: cambia posizione ma regolarmente pascola lungo Troutbeck Road

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