lunedì 22 aprile 2013

L'Ora del Meridiano di Greenwich 07.13: il Napolitanosaurus Rex


Il parlamento italiano ha eletto, come da Costituzione, un presidente che ha più di cinquant'anni, scusate, che ne ha meno di cento.

Un segnale di rinnovamento per il nome scelto, per il come è stato scelto, per le conseguenze della scelta.
Non un voto, ma un ex-voto, una richiesta di aiuto e di sopravvivenza, come pellegrini in preghiera.

Perché quando si ha una gran paura del futuro o non lo si conosce, quando si ha timore pure del presente, delle sue contraddizioni, del suo linguaggio, si sceglie il passato e si fa passare per responsabilità e senso dello Stato la conservazione dell'esistente.

Le analisi abbondano e presto l'attualità politica sarà altra e il ricordo di quello che è accaduto si farà nel tempo più sfocato. La politica italiana ha una memoria molto corta.

Alla vigilia di un governo amato dalla casta, dai giornali e da tutti noi, viene da farsi alla rinfusa e con accettabile retorica un paio di domande:

Perché non riusciamo a cambiare?
Perché i giovani in Italia, una categoria che va dai tre giorni di vita ai quarantanove anni e undici mesi di età, non siedono al governo e nei posti chiave delle Istituzioni, delle Aziende, degli Enti Pubblici e Privati?
Perché le donne in Italia non hanno ruoli di responsabilità chiave nella vita pubblica?

La sensazione che l'Italia sia in un paese da pacche sulla spalla: ma che cosa ne sai tu di politica? ma che cosa ne sai tu della vita? sempre questi sguardi supponenti, dall'alto in basso, che ci tirano i padri, i papi, i pappa.

Un paese pieno, strapieno di padri, di papi e di pappa, che ci proteggono, che sanno, che decidono per noi, noi troppo giovani, troppo deboli se non protetti se non raccomandati se non sostenuti, finanziati, sotto l'ala, sotto il fiato di questi immortali e tetragoni matùsa.

Non c'è niente da fare! noi italiani abbiamo bisogno di qualcuno al balcone, di qualche tele-predicatore, di qualche impresario ricco, con i soldi e con la figa, di qualche dinosauro; allora sì che ci calmiamo, sereni nella ritrovata protezione, nella profilassi senza rischio, nelle convinzioni che presto diventano auto-convinzioni.

In bocca al lupo, anzi al dinosauro.

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