venerdì 26 aprile 2013

Colpo di Status Quo

Detesto - la detesto veramente e mostro così lo stesso assolutismo che denuncio - la frase: E' inevitabile, non c'è altra soluzione.

Che il risultato elettorale non fosse chiaro, mi è chiaro, mi è meno chiara, anzi mi pare torpida, la pappa che tutti, ma dico tutti, giornali dinosauri e pensatori, ci stanno facendo ingurgitare: o questo governo o niente o l'anarchia. Non una delle possibili scelte, ma l'unica scelta possibile!

Da persona mediamente intelligente so distinguere il significato della parola golpe; ma forse è tempo di non usarla solo pensando alle gesta di un colonnello Tejero nostrano e ad una qualche giunta militare greca o sudamericana, può anche significare sovvertimento o pervicace insistenza di una nomenklatura che già sapeva - e  che aveva intuito - una certa destinazione: cioè un governo siffatto (negato a sinistra fino allo spasmo).

D'altronde non siamo nuovi a velocissime decisioni: la nomina a senatore a vita e l'incarico di governo del novembre 2011. 
Non elected government, non elected prime minister scrivevano i giornali inglesi.

Definizione applicabile a questo governo.

Come se non ci fosse stata alcune elezione, i sàuri scelgono per noi; la delega consiste non nel rappresentare, ma nel sovvertire, nell'insistere, nel difendere lo status quo, qui e qua.

Curioso che nemici e amici si trovino a cucinare la stessa pappa, coronando ambizioni e tradimenti con una normalizzante poltrona ministeriale; (uno dei peggiori, per me, rimane il professore di economia e senatore a vita: una vera iattura politica, un uomo ambizioso assai a proprio agio in mezzo a quelli cui diceva di non assomigliare affatto).

Per non parlare della sinistra. 

Scrissi che in un paese normale sinistra e destra si sarebbero messe d'accordo. Mancava e manca infatti il paese normale, anzi mancano una sinistra e una destra normali. Non lo diventeranno, non lo diventiamo solo perché i normalizzatori dicono che non ci sia altra soluzione!

E di fronte a questa sinistra ad oggi scomparsa, a parte qualche eroe cui va la mia profonda ammirazione, mi dà sommamente fastidio il coro di entusiasti osanna, tipico di noi italiani: ci illudiamo che accada tutto sul palcoscenico, ma succede tutto, ma proprio tutto, dietro le quinte, anzi era già successo. 

Coraggio a tutti e anche a me.
(a parte il fatto che ormai sono una minoranza nella e della minoranza)

E poi sì anche io taccio, e parlerò solo di Londra.

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