giovedì 7 marzo 2013

La dolce London

Nella mansarda della casa di Candelo ho lasciato (strano perché era una delle mie armi nucleari) una foto incorniciata di Antonioni, preso di fronte, mentre discosta l'occhio dalla macchina fotografica.

Mi piace quello sguardo, il doppio sguardo suo e dell'obiettivo, una dichiarazione d'amore per l'immagine, vera, falsa; per l'immagine a discapito della parola; per l'estetica delle cose dei luoghi dei corpi (e voglio riprendermela quella cornice ma non so dove metterla e quindi sta lì)

Siccome mi trovo a mio agio con le parole, la fotografia mi imbarazza sempre e oggi, i tempi della taggabilità, ancora di più. Siamo circondati da fotografi perché siamo tutti fotografi, e tutti fotografabili. 

Per fortuna, si direbbe, se consideriamo l'accessibilità del mezzo. 
Ma la fotografia non è una prestazione occasionale, piuttosto un modo di coltivare costantemente lo sguardo, di guardare appena ci si accorge che qualcosa è capitato sta capitando capiterà.

Con il pretesto del Telegraph Hill Festival io e Cristiana abbiamo deciso di ospitare in mostra  a Troutbeck House i lavori di tre fotografi italiani. 

Avevo intervistato Beniamino tempo fa (e Cristiana mai che sia riuscito a vederlo), poi abbiamo incontrato Oscar, come dire, senza incontrarlo (alla Qattan Foundation in fretta e Jacopo, per successive suggestioni, per un po' credeva fosse Batman) e Alessandra al Gay Pride, mentre scattava foto davanti a noi che sfilavamo.

Poi ecco qui lo devo scrivere, per suggellare una reciproca promessa: un photo shoot (glamorous!) a Marion Park con Alessandra sulle orme del Maestro (Michelangelo Antonioni)

Non mi riesce di dire molto altro, i loro pezzi sono da vedere sulle nostre bianche pareti senza macchia, poi per approfondire: l'intero lavoro creativo di Oscar sta qui, di Alessandra qui e di Beniamino qui

Hanno in mano la macchina fotografica come noi i pensieri: senza rumore, improvvisamente, di fianco. Passano le sere e i weekend con una protesi all'occhio (hanno un obiettivo nella vita, anche poco sopra la vita: al collo). 

Hanno fotografato Londra o l'idea di Londra liberamente e come meglio credevano.

Vi aspettiamo (poi a un certo punto cucino l'amatriciana, ricetta di Alessandra e musiche di Oscar).


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