venerdì 25 gennaio 2013

Nel fantastico Regno di Cameron

Fr(anc)esco fresco d'essermelo sognato ieri notte: si viaggiava in treno insieme destinazione ignota ma importante -importante per lui certo... Poi noi si scende e io dimentico il libro di Malaparte (quello che leggo nei viaggi in metro), lui me lo riporta e mi passa l'angoscia.

Lui e' David Cameron, non sono un suo fan, ma da ieri, dal suo discorso di ieri che a me non sembra affatto anti-europeista, anzi, pilatesco, furbo, squisitamente politico si', ma non anti-europeista... continuerei a non votarlo, ma mi e' decisamente più simpatico.

La simpatia non e' una categoria della politica, ma io non sono politico e ragiono di stomaco, di testa e anche di rimessa.
Leggo commenti inesatti e pure ingrati e allora faccio da sinistra rispondere uno squillo o una squillo e spezzo una lancia a favore di Dave, il nasty Tory che tanto cortesemente ha viaggiato con me in treno.

Perché si tenga il referendum devono succedere due cose:
che i conservatori vincano da soli e non in coalizione le prossime elezioni  nel 2015;
che, vinte le elezioni, il governo conservatore vada in Europa a trattare delle modifiche ai trattati di adesione alla comunità' europea e che quelle trattative non vadano a buon fine.

La mossa e' politicamente sana e squisitamente tattica:
sana perché con quel referendum si porrebbe fine a una questione noiosissima e visceralmente presente in Inghilterra, e nascostamente o meno in tutti gli stati europei;
sana perche' dichiara una diversità che e' già presente nella cosa più quotidiana: la currency, la moneta, il Pound;
sana perché furbamente lui si dichiara europeo, il suo partito un po' meno, ma l'Inghilterra e' un paese compiutamente europeo per tutto il resto 

Digressione sul resto:
Io e Cristiana siamo (stati integrati) in questo paese in quanto cittadini europei con diritti acquisiti e garantiti dall'Unione: nel giro di poche settimane, in qualche caso di giorni, in un caso di minuti, abbiamo avuto tessere sanitarie, patente, iscrizione scolastica, assegni familiari, diritto di voto, informazione sulle tasse, sulle modalità di denunciare i nostri redditi eccetera. Non sono sicuro ma dubito che un cittadino inglese abbia in Italia la stessa accoglienza burocratica che un italiano ha in Inghilterra.

Il carattere europeo degli inglesi da sempre sta nell'essere isolani, non (auto) isolati, diversi non distanti*, e nonostante il loro bianco bianchissimo perfino pallido patriottismo hanno dal dopoguerra in poi accolto torme di stranieri (diciamo extraeuropei delle colonie) e oggi di europei, specialmente di mediterranei e li hanno integrati (hanno cercato di integrarli). Gli europei più degli extra europei.


Prima di fare caciara sull'anti-europeismo inglese, se mai di Cameron, da dimostrare anche nel caso del Nasty Dave, chiediamoci piuttosto perché molti italiani emigrano ad Albione.
A qualche politico anti inglese (i fautori dell'autarchia europea?!) direi per esempio di fare mente locale sul fatto che in Italia escono più italiani di quanti immigrati entrano.
In tre anni io e Cristiana abbiamo conosciuto decine di nostri concittadini che si sono trasferiti qui da una enclave relativamente piccola come Biella. Anche questa e' l'Europa inglese, la possibilità' di muoversi facilmente o no?? Per non parlare delle migliaia di studenti universitari, master phd etc che l'Inghilterra accoglie, chi non e' europeo paga i corsi tre volte tanto... 

Ecco non parliamone, chiudo la digressione e veniamo alla tattica.

Un discorso cosi' al breve e medio termine fa salire l'autostima sondaggistica dei Tory a svantaggio della destra dell'UKIP, accontenta l'ala destra Tory, obbliga il Labour a sbilanciarsi sull'Europa, cosa che finora ha evitato (infatti dice che ci sono altre priorità e non dice che cosa voterebbe, perché se votasse si' starebbe con le grandi multinazionali!!! poco di sinistra)

Un discorso cosi' mette in crisi l'Europa, ben venga perché la mette in crisi nel suo potere istituzionale non in quello economico, innegabile per gli inglesi come contenitore istituzionale. Che la formula politica europea sia vuota e che sembri più un consiglio di capi di governo che una vera istituzione democratica mi sembra giusto da dire. E sono in pochi a dirlo, la nostra leadership e' stata negli ultimi anni quella del vaso di coccio, avrei voluto sentirla una dichiarazione cosi' da un leader moderato o conservatore o di destra italiano, ma non l'ho mai sentita.

Il discorso di Cameron mette in primo piano la politica europea come politica non come un si' o no al fiscal compact o alla moneta unica (che non ci ha fatto adottandola immediatamente europei!),  e che lo faccia anche al di la' delle sue intenzioni, va solo a suo merito.

Per altro Blair nel 1997 non diceva cose diverse, anzi diceva le stesse di Cameron, solo che il referendum non l'ha fatto. Blair e Cameron si assomigliano molto.

Un primo ministro che da' il proprio ok al referendum sull'autonomia della Scozia (da sempre Europeista) non può evitarne uno sull'Europa. 

Non so dire se gli scozzesi voteranno a favore dell'indipendenza, pero' mi sento di dire che gli inglesi difficilmente faranno i solitari, se mai faranno un po' da soli, e per fortuna! non sarebbero inglesi.

Poi nel 2008, vista la debolezza del Pound per la crisi del credito, ad Albione si parlava addirittura di adottare l'euro, da qui al 2017 l'Europa magari sara' diversa e passera' il disamore e forse i Tory da soli non saranno al governo.

Non sono un politico, ma non mi piace certa spiccia propaganda che fa dell'Inghilterra un fascio, di un primo ministro un popolo intero, semplificando ciò che e' complesso. 
L'Inghilterra e' quel paese a cui l'Europa vorrebbe più assomigliare.


Direi che sono stato sufficientemente confuso e insomma non toccatemi l'Inghilterra!


*anziché citare sempre de Gaulle (che conduceva la Resistenza anti nazista da Londra!!!) sugli inglesi, meglio un Chesterton d'annata: Gli inglesi sono troppo isolani per un'isola; o questo de Gaulle: L'Italia non e' un Paese povero, e' un povero Paese.

1 commento:

  1. Se avessi la bacchetta magica darei il governo italiano in mano alla Thatcher per 2/3 anni e poi in mano a Blair per altri 2/3 anni - Su Cameron non riesco a farmi una idea precisa ma lo scambierei con qualsiasi candidato italiano alle prossime elezioni -
    Tutto detto!!!!

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