giovedì 13 dicembre 2012

Shopping pong, le scarpe

Allora, all'ora che volge il desio più proibito, anzi lecito, lo shopping s'insinua dentro le nostre teste, scomodo teste, tirannico padrone e compagno di merende. 

Tanto per tutto il resto c'è la carta di credito: una buona Visa a cattivo gioco.

E tra un "accidenti! non me lo posso permettere" e un "ma me lo compro lo stesso", conviene farsi cogliere dall'invidia sempre un attimo prima del rimorso e dalla passione, anche vera, ma non così sana da saper resistere a una tentazione.


Ecco un elenco di Impossibilia - Possibilia scelto da Valeria che invece si puo permettere di osare (e te lo dico qui ma apriamolo questo ristorante, così prendi l'aereo solo per far shopping in Italia, andiamo insieme da Laboutin e compro un paio di scarpe per Cristiana.... all that she wants...)

Laboutin, quello di 17 Mount Steet: la scarpa come un dio fetish; se il caso aiuta, imperdibile la ricca araba con il burqa che acquista il paio, che fa paio ad un altro paio.

Jimmy Choo, tre boutique, forse la migliore in Bond Street: la scarpa che fa il monaco contemporaneo. 

Harvey Nichols, certamente non Liberty, ma un grande magazzino, dove magazzino è lost in translation, a Knightsbridge = fare di tutto pur di evitare Harrods!

Poilane, fermarsi per mangiucchiare, con un occhio alle confezioni più che al contenuto, maccheddico anche al contenuto. Conta saperci entrare a colpo sicuro e non guardarsi in giro come un estraneo.
La classe consiste, una volta comprata, nel mordere la brioche già sulla soglia, lasciando l'impronta del rossetto sulla pasta, poi sfiorare le labbra con un dito per carezzare le briciole e sbocconcellare camminando con il solo ausilio della mano. Cagnolino d'obbligo almeno in Elisabeth Street

All Saints, negozi nelle zone posh, quello di Portobello Road il migliore. Qui giochiamo in casa, il concept shop viene dal talento di K., le vetrine sono quasi più interessanti della collezione... urban style, sempre un po' shabby per me, ma ostinatamente di moda.

Crocs, tantissimi gli shop, magari una scappatina a quello di Kings Road, quando anche una zoccola di gomma ha una winter collection; non solo da ciabattari, oltre il casual friday (non so che cosa significa ma ci sta).

Irregular Choise, Cristiana impazzisce per la fantasia al piede, tra Fata Morgana e l'adolescenza ribelle di un Manolo Blahnik

Nike Town... qui non metto link, trattasi di Nike personalizzabili; da buon radical virgola chic mi tocca dire che tra le divinità di cui sopra la Nike è la meno innocente e questo nonostante a Matilde venga l'occhio a forma di logo ogni qual volta ne vede un paio. 

Spendete, del doman non v'è certezza.

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