giovedì 20 dicembre 2012

Questo sì, Questo no

Tanto per cominciare: dire sì più spesso a tutto e a tutti, o quasi: il quasi passa attraverso il buon senso di cui notoriamente sono sprovvisto. 
Ho detto troppi no nel duemiladodici.

Ho voglia di viaggiare, andare in Palestina con Cristiana (questo è già in programma), in Islanda per conto mio (un'isola che c'è e che vorrei circumpercorrere e occasionalmente circumpasseggiare) e al mare con tutti.

Devo tornare a Veruno -Nessuno, Centomila-, paese sonnolento in provincia -non so se ancora- di Novara, ma pur sempre mio o quasi mio. 
Devo tornare, altrimenti finirà con l'annacquarsi, farsi trasparente, come un fantasma. E i fantasmi non fanno bene, non passano, stanno negli armadi. 
La voglia di stare in Italia mi deve tornare, per esempio: comprendere la lingua anche dell'occasionale passante e prendere un caffè sempre e ogni volta che mi va.

Devo fare meglio il papà: so che cosa non fare, ma questo non mi rende più preparato, anzi.

Devo scrivere.

***

Butterei un paio di persone giù dal Big Ben (da poco Elisabeth Tower in onore della Queen): ma non si risponde al male con il male, poi si fa per dire. 
Non farei male a una mosca, non fumo, non bevo ma se mi cade la sigaretta nella sambuca uccido anche la mosca. Solo per sdrammatizzare.

Butto la parola "esclusivo". I posti, i ristoranti in particolare, esclusivi sono nella maggior parte dei casi anaffettivi.  Io sono per la cucina affettiva e inclusiva; preferisco le persone agli ambienti; le persone cambiano gli ambienti. 

Tengo i cocktail da Dabbous con K. e la cena bolognese a casa di Monica. Tengo altre cose, ma le tengo per me. Tengo Londra, tengo la Cornovaglia, ma butto Daitan 3.

Per ora mi sogno il ristorante, contando sul fatto che una spiccata fantasia e una costruzione mentale renderanno il disegno perfetto, non appena avrò la matita in mano.

Ho voglia di cantare e di avanspettacolo.

***

L'Italia politica, quindi l'Italia, risulta a distanza assai incomprensibile, perfino divertente; infatti sembravamo tornati seri e invece... Dopo un anno di alienazione e riposo sotto lo sguardo tecnico del "ci penso io, l'Europa lo vuole", ritorniamo responsabili del nostro destino! Ei-eia-alalà.

Leggo di una lista che potrebbe chiamarsi RiMontiamo l'Italia, spero sia uno scherzo: non posso non pensare a un gruppo di caproni -meglio Montoni- che tenta il bis con un gruppo di caprette.

Il potere è davvero una tentazione irresistibile. Augurerei qualcosa di sinistra all'Italia, ma mi accontento di una manciata di buon senso.

Finire con la politica non va bene. Vi potremmo anche invitate a cena, ma per parlare d'altro.

A presto e se volete comprarmi io sono in vendita qui, per una buona causa.

Buon Anno.

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