lunedì 10 dicembre 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 30.12

Me ne sto a guardare, come sempre. 
In senso anti orario duecento bipedi pattinano sulla pista di ghiaccio della Somerset House*: Londra centro, a destra del Waterloo Bridge, venendo dalla riva sud, l'ingresso si apre sullo Strand e su un doppio colonnato di fattura settecentesca e un grande cortile interno, neoclassico e parigino.
Sul timpano della facciata di fronte un neon gigantesco: SKATE.

Ironico? umorismo britannico? o un invito, rivolto a quelli come me che a pattinare non pensano.
Da qualche parte infatti ho letto che solo gli infelici (e le pecore) stanno a guardare. 

Un pensiero un po' mussoliniano, statista che torna sempre di moda almeno nella pancia di noi italiani. 
Non esageriamo! questa non e' Piazza Venezia e l'ultimo dittatore isolano, Oliver Cromwell, era un accanito mangiatore e bevitore - non lo so, ma lo sospetto, gli inglesi, come scrive Malaparte preferiscono la liberta' alla sobrietà -; Mussolini invece, nonostante la retorica di regime, andava avanti a latte e frutta e di conseguenza soffriva di gastrite. 

La Londra natalizia aggiunge al crescente freddo (che sale da terra, che soffia nell'aria) le luminarie e gli addobbi delle feste, si popola al centro, nel West End, attorno ai negozi, ma rimane nuda, sobria e quotidiana nelle vie dei quartieri. Assai bella e pure mozzafiato diventa quando il Tamigi si slarga, mostrandone l'imponenza: i profili dei grattacieli, che paiono palazzi, le linee dei ponti, il traffico del fiume, la cupola di St Paul e la Somerset House

Londra, se osservata da Waterloo Bridge, ma non solo, sembra una pianura di costruzioni, reale e per nulla soffocante, piuttosto un immagine di città, un interminabile lungo-Tamigi, fiume al solito piatto, piano, senza corrente e direzione, eppure in moto, grigio marrone, grigio scuro, specchio al cielo nuvoloso, riflesso al cielo soleggiato, navigato, popolato.
Il Tamigi non attraversa Londra, e' Londra, la pianura acquea, il polmone cardiaco, il palcoscenico, la quinta dove riprendere fiato, mettere a fuoco il grandangolo e poi attraversare.

Capita che, perché ci si vive dentro, si debba amare un posto, appunto per darsene una ragione, quasi per forza. Non si preferisce un luogo soltanto per elezione, ma al pari delle persone, lo si coltiva un po', come un sentimento vero che toglie o che aggiunge affetto all'amore, quando l'amore si spegne o quando rinasce, per la troppa usura o per troppa passione.

Intanto Matilde pattina con B. senza stancarsi, senza giacca a vento, senza ansia, con i guanti: la pista di ghiaccio sembra un circuito, nessuno contromano, nessuno controvento, nessuno contro tutti.
Ma contro la recinzione qualcuno goffamente sbatte come un coniglio selvatico ai paraurti della macchina, pam! senza tragedia, con una risata.

Jacopo si stufa dice che ha male alle gambe e si annoia, così esce, si rimette le scarpe, ha fame, ha freddo. Mi assomiglia, un pensiero confortante.

Si fa buio, il neon assorbe tutta la luce: SKATE!
Imperativo Presente.
Il fra
*per chi vuole fino al tre marzo la mostra su Valentino, Master of Couture.

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