giovedì 6 dicembre 2012

First pass the postcard

It has turned cold. Please make sure your child as a hat and gloves.
Cristiana se ne sarà assicurata e indubbiamente tutti ci siamo accorti che fa più freddo del solito.

Please remember to supply your child with stamps and envelops. Do please write a letter to you child too. They really appreciate it!
Cristiana se lo sarà ricordato, poi ieri ha scritto una lettera a Matilde, io ho spedito la mia oggi.

Matilde è in gita per una settimana, non lontano, nel Kent e quelli sopra sono few reminders, based on our (dei teachers) experience over the years.

E noi ci atteniamo, noi... Cristiana ha seguito le istruzioni alla lettera, io mi sono limitato alla lettera, e l'idea, sostenibile grazie alle buone prestazioni della posta inglese, che Matilde la riceverà muove i miei precordi.

Solitamente rigidi, i precordi, come corde da attracco, mi si sciolgono quando - e ultimamente sempre più spesso - mi immagino figlio e non papà. Tradotto: mi chiedo come avrei reagito io al posto di Matilde.

L'experience over the years però (qui casca l'asino) non risale fino agli anni settanta, anni quelli senza istruzioni per l'uso e dove forse i ruoli erano assai ben definiti, anzi no: delimitati... genitori e figli confinavano tangenti, ma senza definizione, senza contorno.
Così la mia generazione, lasciata al caso, data per scontata, si è dovuta un po' arrangiare e ha vissuto di vita propria. 

Esagero, semplifico, mi allargo alla generazione, ma penso a me.
Viziato, ma non amato. Per amato intendo conosciuto, compreso, creduto, affiancato. Nessuna maieutica, tutto abbastanza a caso, a tentoni.

Così oggi non faccio il padre per imitazione, ma per contrasto. Non ci riesco sempre perchè nella mia testa o nel mio acido desossiribonucleico, appena prima di agire ritorna il mio personale modello genitoriale: una vera e propria bibbia comportamentale per me bambino.

Insomma mi accorgo che le ho spedito la cartolina che avrei voluto ricevere.

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