giovedì 22 novembre 2012

Tornerà un inverno normale

A ondate e talvolta a puntura di spillo il passato da Restaurant Manager ritorna. Anche sotto forma di canzone, quella del titolo (ma non il titolo della canzone)*, precisamente del ritornello che ricanticchio da quando mi sono imbattuto in Sara.

Di Sara avevo conosciuto soltanto la voce, su palchi occasionali nelle lande biellesi, in sale raramente piene, più spesso con un pubblico di noi aficionados e l'ultima volta a Piedicavallo nel duemilanove, in un recital su Buzzati.
Lei cantava ne Il mio Nome non ha importanza (il gruppo e il progetto di Luca e Ruggero) e le mie orecchie svezzate in tenera eta' da Mina Mazzini, non aspettavano che il graffio, il calore sporcato della sua voce, che doveva far passare l'autorialita' dei testi, altrimenti troppo o solo letterari, solo o troppo poetici.

Ma dato che conoscevo Luca e collaboravo con la sua Hacienda e conoscevo Ruggero e collaboravo con la sua anima, non mi capito' quasi mai di conversare con Sara, forse perche' - ma lo dico adesso con il senno di poi con cui lastrico il blog- mi bastava la sua voce per vantarmi di conoscerla.

Con Luca un filo si addipana ancora tra i saltuari e sociali contatti della rete, Ruggero invece e' sparito  (ai miei occhi, alle mie orecchie) dietro a un matrimonio e con lui pure il poeta. Tornerà, probabilmente insieme ai normali inverni. 

Sara ora vive qui a Londra, io e Cristiana l'abbiamo incontrata per caso alla Royal Festival Hall: lei aveva appena assistito ad un concerto, noi ad un aperitivo. Mi aveva si' scritto, ma non immaginavo qualche giorno dopo di trovarmela a Southbank, sentendomi chiamare da lontano, come in un film.

Probabilmente il miglior posto dove portare amici e parenti, ma anche nemici e perfetti sconosciuti, in visita o di stanza a Londra, almeno secondo Cristiana (sua l'idea ovviamente) rimane il Flower Market di Columbia Road. Da dove si può caracollare poi verso Brick Lane, fermandosi a mangiare una Bagel nella nota, spartana e affollata Bakery, fino alla White Chapel Gallery, dove  fino al prossimo Giuseppe Penone installossi con un'installazione (splendida ma ne parlerò prossimamente).

Così abbiamo portato Sara in una delle nostre mete domenicali preferite, complice un cielo azzurro e senza vento, così raro a vedersi se non a squarci veloci. Una bella giornata.

E come spesso accade la domenica sera, insieme ad un anticipo di stanchezza per l'imminente lunedì, la voglia di riprendere il mestiere appunto ritorna.
Per ora sotto forma di una voce.

*la canzone sta qui, con una breve spiegazione dell'autore credo... e mi accorgo trattasi del titolo e che, al pari di me, l'autore ama le parentesi (!)

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