domenica 28 ottobre 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 26.12

Da queste parti il sistema elettorale vigente da più di un secolo è il maggioritario secco, all'inglese appunto. First pass the post: chi prende più voti, vince il seggio. Punto.

Capita sempre che su base nazionale il partito che ha la maggioranza relativa o assoluta dei seggi abbia un abbondante trenta per cento di suffragi, non di più. I partiti grandi sono tre, poi ci sono quelli locali, i verdi (una donna in Parlamento) e l'ultradestra (nessun seggio).

Capita anche che dal voto non esca alcun partito vincitore, nel qual caso o il partito con il maggior numero di voti forma una colazione o si torna a votare.

Attualmente al governo c'è una coalizione (la prima da cinquantanni), che ha concordato lo svolgimento di un referendum per la riforma del sistema elettorale, ritenuto da uno dei due partiti della coalizione, poco funzionale e poco rappresentativo.

Il referendum è stato indetto e perso: gli inglesi (quei pochi che sono andati a votare) si tengono il maggioritario. 
Il governo di coalizione non è caduto anche se un partito faceva la campagna referendaria uno contro l'altro, ma continua a governare.

Ad Albione (ma anche al di là delle Alpi) non abitano né santi né vergini ma le regole sono chiare, che piaccia o meno.

In Italia abbiamo il Porcellum, nomignolo affibbiato alla maialata dal suo stesso inventore, e all'orizzonte in zona Cesarini (o troppo a ridosso della festa) si profila una riforma peggiore, che sostanzialmente permette di formare solo governi di larga coalizione.

I danni del Porcellum sono (stati) tremendi: un sistema che blocca e alimenta la casta, non consegna governi stabili, confonde coalizioni con partiti, stacca i candidati dal territorio, rende gli elettori impotenti e non cambia gli eletti, che fanno le pecore e i porci a seconda del vento (con il sospetto da verificare che sia l'italianità più che il sistema elettorale).

Che fare?

Un anno fa, quando scambiammo il sollievo generale come l'inizio di una nuova era, con l'accorato beneplacito della sinistra e con qualche pacca sulla spalla, si parlava di riforme costituzionali, elettorali, fiscali, in un clima di unità nazionale (si deve, bisogna, l'Europa lo chiede!) e via con: su su! maccheddici? Votare adesso con questa legge? MAAAAAIIIIIIIIIII.

Ahimè uno. Porcelleremo anche questa volta e saremo certamente così liberi e forti da chiedere a chiunque vinca una nuova legge elettorale nei primi cento giorni di governo, anziché nomine, prebende e trucchi negli ultimi dieci (minuti).

Tutti pensiamo a destra o a sinistra o su per i Monti che un sistema elettorale chiaro e condiviso una volta per tutte, le cosiddette regole del gioco aiutino a giocare meglio.
Ma non succede.

E ahimè due: le primarie a sinistra replicano la confusione di regole, buone intenzioni e silenziose fregature*, di cui la politica italiana è stracolma.

Perché nel caso delle primarie il sistema di voto non è stato scelto PRIMA, molto PRIMA che la competizione iniziasse? perché non partire per tempo? (con otto, sei mesi di anticipo, votando regione per regione, in settimane diverse, come in America ma in scala più piccola?), perché sono primarie di coalizione e non di partito? in ballo non dovrebbe esserci un partito progressista, invece di un insieme di cose diverse che si sbranano, si smembrano e non si rimembrano più?
Le primarie a due turni** sono, per chi si candida, un giro di prova fatto come se la partita fosse già vinta, perchè questi figuri credono di vincere e governare: progressisti con la sfera di cristallo.

Esortazione in chiusura: che si muovano i giovani, gli studenti (quelli choosy, quelli non choosy), che ficchino carote in ogni pertugio libero, che riempiano le piazze, che okkupino uffici e quartieri.
Difficile in un paese dove chi viene fischiato scappa, e chi manifesta viene quasi subito picchiato (d'altronde da un ministro prefetto che cosa altro si può aspettare?). 
Difficile ma possibile.

Vado a farmi un altro caffè, no sandwich, ma lingue di gatto Massera: le prediche fanno venire fame.
Il frai quello che il saggio dice, non fare quello che il saggio fra
*la cosa più terribile votata dai parlamentari di sinistra senza colpo ferire e dopo essersi pubblicamente detti contrari è la norma sul pareggio di bilancio in costituzione, un imprimatur eterno sulle politiche di riduzione dei costi e taglio dello stato sociale.
**ridicolo, lo sarebbe meno se avessimo il doppio turno come sistema elettorale, il più vicino ai bisogni della politica italiana.

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