domenica 7 ottobre 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 24.12, Secondaria Sacumdà

Il foglio excel mentale di Cristiana finisce con la L*** School, sabato mattina e quindi vado anche io: scuola numero sette, per un totale di cinque pubbliche e due private.

Tocca alla privata e non si scherza e per non so quale casella del foglio excel andiamo in taxi, per darci un tono, ma anche per evitare la levataccia e la rincorsa a quel caso umano su quattro ruote che è il P13 (New Cross Gate - Streatham), bus che ha la ventura di passare dalle parti del ricco e verde quartiere di Dulwich.

All'ingresso angeliche creature preuniversitarie distribuiscono brochure e test d'ingresso, l'aria che tira è bianchissima britannica, informal chic stile Nasty Tory veste Prada.
Noi rispondiamo con una sciarpa della Westwood io, molto champagne socialist e una scollatura naturale (l'unica) Cristiana, alla quale passa per la mente un pensiero veniale come: "Ma se la prendono, che regali di compleanno dobbiamo mai fare ai figli di questa gente?!".

In una sala Harry Potter, l'Head Master nel benvenuto menziona subito la parola chiave: Cambridge. Dove -dice- ieri si trovava: pioveva a dirotto e invece guarda oggi che sole! Non poteva certo aver cenato e studiato a Luton il gemello di David Cameron, poi la citazione, quando si scusa delle tende -agghiaccianti- da Oscar Wilde sul punto di morte: "Either the drapes go or I do".

Poi tanto per vivisezionarlo (eccheccazzo quindicimila pound l'anno!) schiocca la lingua a fil di labbra, spalma la retorica dei vincitori, in un inglese perfetto, citando en passant così en passant  (un po' di francese non guasta, fa molto establishment appena dopo Waterloo), si siede di tre quarti e la parola torna all'Head teacher delle prime classi. 

Questi evidentemente meno retorico prende neanche troppo velatamente per il culo (mi si passi il volgare, ma nipote di contadini sono) la vanagloria del pupillo di Cambridge,  e parla con meno compiaciuto fanatismo della dura realtà della scuola e degli esami di selezione: qui entra la crème però cerchiamo non il genio, ma il potenziale genio (la sregolatezza no!). 
Scorre sangue vittoriano in questa enclave sud-londinese, qui si forma il Tory che c'è in ogni gentleman britannico, financo nell'acquisito, persino nel mediterraneo italico: Tu regere imperio populos, Romane, memento!

Poi si visita il complesso, guidati da una puella che mai in vita sua ha conosciuto l'ebbrezza della scuola pubblica: laboratorio di ritrattistica, psicologia, biologia, design, piscina, campi da gioco all'aperto (si dice all weather sports). Matilde guarda, con una invidiabile dose di innocenza, i posti e gli spazi, non le persone e si fa una classifica dove entra un po' tutto. 
La invidio: io fui catapultato in una santa cattolica e privata Scuola, dove tra medie e liceo rimasi otto anni. 
Non scelsi io; ricordo però quanto male vissi lo strappo dai miei compagni delle elementari che finirono tutti nella scuola pubblica del paese vicino. Solo con il senno di poi capii le motivazioni di mia madre.

Lascio Cristiana e Matilde alla fermata del 176 sulla Lordship Lane, diretti alla lezione di nuoto, faccio a piedi North Cross Road, poi Berry Road, Nunhead, Pepys Road, stranamente non ho voglia di fare shopping e nemmeno di un caffè, arrivo a casa e mi accorgo di non avere le chiavi.

Sul bordo del vialetto, ammonticchiati con ordine, una pila di mozziconi di Ms Club: quando piove, Paola fuma davanti a casa. Contrabbanda il suo letale vizio con un po' di geometria euclidea: il quadrato dei mozziconi impilati sul vialetto è uguale alla somma dei quadrati dei mozziconi infilati nei due vasi del giardino.

Rassegnato ad aspettarla, apro un libro, ma Paola Pitagora arriva caracollando con una sigaretta tra le dita, tenuta come fosse il lembo di un guinzaglio strappato, al cui estremo, libero come una gazzella, cammina Jacopo, rifocillato da una mattinata di patatine, dolci e anarchia.

Le racconto della visita a Dulwich e lei: Aspetta, prima fumo una sigaretta.
Poi esce sul retro: sole, vento sud sud est, sedici gradi Celsius.
Il fra

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