lunedì 17 settembre 2012

Vertigo*, il cinema che visse due volte

Porto Matilde al BFI, tanto per contraddire il principio di non tormentare i figli con le cose che sono piaciute e continuano a piacere a me. Mi pareva pure un passaggio di testimone: trenta anni fa vidi per la prima volta La donna che visse due volte e per molto credetti che Madeleine Carlotta fosse davvero vissuta due volte. 

Ricordavo il ritratto di Carlotta, il bacio di Scottie a Madeleine davanti all'oceano, lo schiaffo dell'onda alle loro spalle, le dita guantate di lei, quando davanti alla sezione di una sequoia dice: "io sono nata qui e sono morta qui", Scottie che non riesce a salire le scale del campanile per la sua acrofobia, l'urlo di lei che cade. Il film per me finiva lì anche perché mia madre mi mandava a letto a quel punto della storia e io costruivo i miei castelli notturni, addormentandomici dentro.  

C`era in quella prima parte tutta la fascinazione di una storia piena di mistero e passione, il desiderio di inseguire, l'attrazione senza il possesso... cose scoperte dopo leggendo e perdendo con il tempo l'innocenza che i bambini sempre hanno, quando credono solo a quello che vedono.

E dopo la prima parte tocca elaborare il lutto, l'impotenza di fronte alla scomparsa irreparabile di Madeleine  allora deluso bisogna seguire la convalescenza di Scottie, (la nostra convalescenza), incontrare per caso Judy (certo, lo so: lei racconta tutto in una lettera a Scottie che poi butta nel cestino, ma io non le ho mai creduto) e ricostruire su di lei la persona perduta di Madeleine, tanto desiderata e  intatta nel nostro immaginario. 

Poi rimaniamo delusi e scopriamo che era un delitto e non sappiamo più se l'amore di Scottie è vinto dall'inganno ormai svelato e quello di Judy dal senso di colpa. Finisce come prima con Madeleine, finisce la storia e finisce ancora una volta la realtà in cui avevo creduto e sperato. 
Tutto falso, tutto impossibile. 

E' solo un film. 
Anzi Matilde, vedi, il cinema è così: una vertigine.

*Recentemente Vertigo, nella classifica dei film più importanti nella storia del cinema che ogni decennio dal 1962 la rivista Sight and Sound pubblica, per la prima volta ha tolto a Citizen Kane il primato: tutta la classifica qui.

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