domenica 23 settembre 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 23.12

Parliamo del nulla, di come a noi (si usa il plurale, si intende il singolare), tanti piccoli Alvaro Vitali della provincia piacciano le tette, quelle che nelle sere di Telecity scoppiavano sotto le magliette di Carmen Russo e di come ancora oggi le tette destino tutta questo grande prurito (in chi le vede) e scandalo (in chi le porta).

I Tabloid poi sono come gli oroscopi: pericoloso crederci, ma degni di un'occhiata ogni tanto: aiutano la data astrale e rinfocolano il pettegolezzo.
Ora che i Tabloid inglesi facciano gli stizziti perché il seno della futura regina viene immortalato (capirai!) su un balcone della Provenza da quegli immorali di francesi (il paparazzo è inglese comunque) e pubblicato dalle riviste di quel furbone di imprenditore italiano (il cui lato gay è lesbico) mi sa proprio di ipocrisia britannica, della serie non tocchiamo i gioielli di casa, ultimamente un po' ingenui.

Non tutti gioielli allo stesso modo: le pudenda di quel simpaticone di Henry invece trottellarono incuranti (ho rotacizzato la elle) delle conseguenze e indisturbate non solo nella rete (per definizione non censurabile) ma finirono con dovizia di particolari e foto in pasto ai soliti tabloid.
Ma alla pecorella smarrita (!?) e sputtanata tutto si perdona: meglio concedere un riscatto all'infelicità della secondogenitura, per lasciare la seriosità mortale a quegli immortali del fratello e della cognata. 
In ogni famiglia che si rispetti poi, se ricca e famosa, meglio bilanciare il lato buono con quello cattivo, a patto che la bellezza rimanga intatta.

La madamaladuchessa però poteva aspettarselo (che diamine sopra un bel balcone di terra straniera) e avrebbe potuto cavarsela con un'alzatina di spalle e con un così fan tutte: che cosa ci trovate di strano voi Alvaro Vitali - Benny Hill meglio - uomini dal doppio mento, se mi metto in topless!

Si parla del nulla, ma anche il nulla non si può fermare, nè una notizia, e tanto meno un'immagine.
Ci sarebbe da rallegrarsi allora, finalmente nessuna censura e sembrerebbe tramontato il potere occulto del grande fratello, diventato ormai un format televisivo. Peccato che si tratti di un paio di tette lei e un paio di testicoli o tre nel caso del cognatino, avrebbe potuto essere una rivoluzione sessuale, una primavera occidentale.

Niente sembra più antidemocratico della censura; dalle nostre parti, in democrazia, quella che si dichiara tale, un idiota può (farsi) produrre dirigere e diffondere un film idiota** su qualunque soggetto voglia, da Brian di Nazareth a Maometto d'Arabia***.

Sarebbe meglio se madamaladuchessa si facesse una risata (dopo le palle di Henry IX, la regina Elisabetta seconda avrebbe assecondato; i tempi di Henry VIII erano peggiori!); sarebbe meglio se l'Egitto avesse i Montypyton d' Egitto che fanno sketch sul ramadan (chessò digiunare tutto il giorno e aspettare con l'orologio in mano che tramonti il sole per addentare un pollo intero....) allora vivremmo in un mondo dove la religione sarebbe un opzione personale e privata, e Kate una ragazza dal bel seno.

Ma che facciamo? ci mettiamo a censurare il nulla?
Il fra
*poi la stampa si diverte con Kate a Tavanipupu, isolotto delle Solomon. 
**Al London Film Festival due film: Fill the void sull'ortodossia ebraica e My brother the Devil, su due fratelli egiziani di Hackney.
***la BBC 1 trasmette Citizen Khan, una sit com non tenerissima, ma leggera sulla vita di una famiglia pakistana di Birmingham e del suo capofamiglia, tra moschea, casa, figlie e educazione sessuale.

sono più alto, anche vestito

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