martedì 11 settembre 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 22.12

Sulla seduta del divano sformata dall'abitudine guardavo la cerimonia di chiusura delle Para olimpiadi, mentre Cristiana, vinta dalla noia, tentava lo zapping.
Potrei dire alla Woody Allen che tra i due sono io a scegliere i programmi e lei a avere in mano il telecomando, se non sapessi di essere il tiranno del controllo remoto.

Vagavo sull'idea che spesso di un evento rimangono i dettagli e gli aneddoti personali assai più dei sentimenti generalisti che esso inevitabilmente provoca. Coltiviamo l'illusione di passare sopra alla realtà, assai complessa, invece ci passiamo attraverso, quindi meglio farsi trasportare dal ritmo e dalle parole della comunità planetaria.

Per questo me la rido sempre un po' di chi finge imperturbabile atarassia, e poi svipera veleno, in forma di cortesi sentenze; mostra, credo, più distacco chi ammette di cambiare idea con un sorriso, concedendo cosi un tributo alla propria umanità.

Vagavo dunque sopra il mondo terraqueo, quando Tinkerbell arriva miagolando più stridula del solito, Cristiana inizia un dialogo poi in pochi secondi la scena cambia: la gatta ai piedi del divano, Cristiana in piedi sul divano e un topino immobile sul pavimento.

Io mi alzo (la vestaglia mi alza per la precisione), a malapena vedo due occhi neri, un sassolino grigio scuro sul viola scuro della sala, quasi invisibile. Il sassolino si muove, passa da zero a cento in mezzo secondo e sparisce. 

Difficile la descrizione dell'immediato quarto d'ora che ne segue: una sintesi del panico da intrusione, che ha investito la domenica sera della coppia adulta. 

Io sposto i divani come se la sala fosse una pista di autoscontro; Cristiana a intervalli regolari accende e agita il braccio dell'aspirapolvere, che chissà perché ha gli spasmi di una prestazione fuori orario; io brandisco il mocio come la Vezzali, pensando di sferrare un colpo fatale nel lillipuziano torace del nemico (ma le diottrie che mi mancano si sentono tutte). 

La stronzetta ci ha portato il trofeo no dead but fully alive e poi è  sparita, lasciandoci ai cazzi nostri, novelli Tom a caccia di Jerry.
Jerry non se la passa bene, intontito prima dalle fauci tiepide di Tinkerbell, poi dalle composte urla di Cristiana, dalle mie tecniche da Ispettore Zenigata e infine dal rauco richiamo dell'aspirapolvere. 

Finalmente con abile mossa e laiche bestemmie aspirollo o aspirolla (i topi come gli angeli hanno sesso solo nelle favole) poi temendo che il terzo giorno resuscitasse da quel sepolcro polveroso, decido di liberare Lazzaro (a questo punto è un maschio) nel giardino. 

La parentesi grottesca mi costringe alla terraferma (il bello del combattimento corpo a corpo e la pietas del vincitore che libera il vinto), dimentico la parola che mondi possa aprirmi e non senza un certo sollievo riprendiamo a vedere la tivvù in tempo per l'ultimo discorso di Lord Sebastian Coe, retorico, patriottico e emozionante. 

Londra ci ha appena regalato un fine settimana di sole memorabile per poi ritornare la città di prima: sparita la segnaletica olimpica, transenne smantellate, pochi i tifosi rimasti, tanti i commuters a passo dritto ognuno per la propria tangente. 

Il matrimonio, il Giubileo, le Olimpiadi e le Para Olimpiadi. 
Neanche il tempo di chiedersi che cosa resterà (la folla nel parco, la musica, gli eroi dello sport, inspire a generation e il mondo salvato dai bambini) che mi tocca prendere la metro... un attimo prima che un roditore minuscolo, Brian?, fratello di Jerry, mi saluta dal sottosuolo, fischiettando "always look on the bright side of life"
Il fra

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