domenica 5 agosto 2012

What a night to be...

british. Non sono british, ma la serata olimpica (dal divano) ha emozionato anche me.

Non posso leggere vedere rivedere la mia giovanissima conterranea prendere l'oro, fare il record di tiro a volo specialità fossa olimpica (e dopo? fossa e basta?), ma posso giocare con il nome: Jessica anche lei come la Ennis che vince l'oro nell'Eptatlon e scalda Albione.

Poi arriva il rosso di pelo Greg Rutheford e poi Mo Farah (storia da leggere, come quella di molti atleti, che cadono o scappano e poi rinascono e vincono).

Magro come un chiodo, Mo vince i diecimila in uno stadio urlante e già eccitato dalle vittorie della Ennis e di Rutheford, poi si inginocchia e prega Allah.

What a night to be British! dice il telecronista della BBC e poi continua con il mantra "Inspire a generation".
Sei ori e una giornata che da questi parti sarà ricordata come il Super Saturday.

Esco a comprarmi il Daily Mail*, così bianco e di razza britannica. Sono curioso di vedere come titola.

Interessante articolo di Bill Emmott, tradotto su La Stampa qui.

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