martedì 21 agosto 2012

Eype - Fowey

Nell'ora in cui volge il desinar, Cristiana va in bici verso Fowey, mentre i bambini pedalono lungo i sentieri del camping. Dalla finestra plastificata di Daitan 3, alimentato artificialmente da una flebo elettrica, io guardo la scena rassicurante del mare non troppo in lontananza, le colline che vi discendono verdi, segnate da arbusti irregolari a disegnare confini di pascoli e di raccolti. 

Alla spiaggia di Polkerris si arriva costeggiando campi fino a quando la natura decide di lasciare il passo a un arenile sabbioso, abitato e deserto sempre secondo i ritmi della bassa o dell'alta marea.

Non si vede traccia di edilizia, soltanto qualche farm e se le scogliere abbassandosi creano un attracco l'uomo li` costruisce mura di difesa, case di pietra resistenti alle stagioni dei venti e al salmastro.

Gli abitanti di qui seguono da sempre la natura, non la piegano e vi si adattano, sembrano accidentali, stagionali e di passaggio al paesaggio; la geologia jurassica di questa parte della Cornovaglia sa come resistere  all'insediarsi degli uomini e gli uomini ricambiano accontendandosi dei marosi, coprendo i piedi di alghe e di sabbia, ritirandosi dentro le mura dei pub, indietro fino a qualche pendenza dell'entroterra, sempre percorrendo strade strette e scavate nella terra.

Presenza discreta la nostra al cospetto della natura, avremmo potuto invaderla questa capricciosa Liguria d'Albione e invece ci nascondiamo, ci infiliamo a precipizio verso la costa, come se il mare fosse parte della terraferma e viceversa, come se qui si percorresse il mare e si navigasse la terra, contro la quale non si puo' nulla.

Sono le considerazioni di un mediterraneo che aspetta il sole, la spiaggia, la vampa e la calca d'agosto, la tenuta da spiaggia e quella del paseo serale e invece trova gente rilassata che veste come crede, sporchiccia di fango e sabbia, a piedi nudi, che accetta il meteo che viene, il vento da dovunque soffi, due cose da mangiare, la birra, il gin tonic e i cani al guinzaglio.

Rientra Cristiana da Fowey, dice che e' un gruppo di case, vie strette a rotta di collo, negozietti chiusi perche' domenica, posto carino, rannicchiato su una discesa.

Poi scende il buio di colpo, da Polkerris si sale con delle torce elettriche, inutile inquinare con la luce dei piloni i sentieri di mare e di campagna.

1 commento:

  1. posto paradisiaco, questo sì che è vero campeggio.
    next year mi sa che devo spingermi su al nord per godere del vero spirito dell'open-air.

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