sabato 21 luglio 2012

Olympic Mess

Segnaletica rinforzata per le Olimpiadi, che pare si tengano qui a Londra tra qualche giorno.

Inviti ad andare a piedi, con tanto di cartine distribuite nei punti più affollati.

Continui richiami dai microfoni sulle traiettorie da seguire (la voce impastata di Boris Johnson), gli ingorghi da prevedere e transenne come funghi.

Pubblicità dovunque a cui gli atleti si prestano: dal depilatore per la nuotatrice di sincronizzato, alla giacca in pelle della campionessa di dressage

La biografia del tuffatore, le bandiere a Conduit street, i documentari e la sigletta della BBC

I cinque cerchi dipinti sulle corsie delle autostrade per dare la precedenza agli eserciti olimpici.
 
Per tornare ai pochi centimetri quadrati e cubi che occupo, quattro miglia a piedi non posso farle, neanche in tuta e con il pantaloncino corto, nè tantomeno la spaccata alla fermata (l'omino assomiglia a mio suocero... entrerebbero quindi in gioco complessi edipici mal riposti). 
Andrea alla fermata del 53

Non intendo nemmeno alzarmi alle cinque per evitare la calca e beat the queues
E se fosse tutto un bluff? GetaheadoftheGames.com!

Comunque ci siamo: mentre la city affonda l'euro, la grancassa olimpica parte.

Cronache dalla sportiva Albione, dalla Londinium romana, con l'orgoglio nazionale, il mio intendo, rigorosamente tricolore.

Union Fra.
My name is Bond, Bond Tube Station

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