venerdì 15 giugno 2012

senza titolo

Dato l'utilizzo quotidiano della metropolitana e data la mia voracità, viaggio al ritmo di un libro a settimana. 

Sarei disperato, se nella tracolla a mutanda che mi porto dietro non trovassi qualcosa da leggere: non ho solo una discreta riserva a casa, ma riesco a infilarmi in ogni charity shop in cerca di uno o più titoli nuovi. A colpi di cinquanta centesimi infatti la mia compulsione batte facilmente.

Chissà se non faccio altro che divaricare con questo forcipe di carta il mio mondo interiore, un bene rifugio, un'anima tridimensionale, L'Origine du Monde di tutta la mia curiosità.

In realtà voglio solo evitare una noiosa statistica, come: quanto tempo si passa a sui mezzi pubblici? e a guardare gli altri? 
Ma no, mi invento motivi che non ci sono per puro diletto, perché mi va e mi voglio divertire.

Comunque ho appena finito On Chesil Beach, che nonostante la trama, mi sembra un libro che ha l'ennesimo punto di vista maschile, ma truccato.  
Mc Ewan scrive bene, ma di chi e su chi? 

Poi Radical Chic di Tom Wolfe (ormai è più radical chic leggerlo che fingere di averlo fatto)... non funziona più, tranne che per la ricetta della Frittata di Patate Dolci, il cibo dell'anima, di moda nei salotti dei ricchi intellettuali newyorkesi degli anni sessanta.

Impressionante la pagina finale di Master Giorgie di Beryl Bainbridge. Una grande, lei. Le donne scrivono meglio degli uomini, lo dico a mo' di epitaffio.

E' tempo di Menzogna e Sortilegio e di weekend.

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