venerdì 11 maggio 2012

Partitella

di cricket. Indoor, pure un po' soffocante come indoor, all' Askes' Sport Hall, dopo la scuola, come se il venerdì e il fine settimana non bastasse.

Matilde non si vuole fare fotografare, ma Android ha filmato, inutilmente: i miei grandangoli non rendono l'idea.
In questo palasport non ci sono spalti, così sono seduto su una panca insieme ad un paio di genitori che mi sorridono e che incoraggiano i figli nel torneo di partitelle che solo a me pare tristissimo... questo color senape e il tendone verde che divide in due il campo da gioco.

Ho qualche dubbio anche sulla plasticazza degli strumenti da gioco, di cui non so ancora il nome. L'Headteacher, il preside insomma, in casual friday, assiste alla partita...

Non chiedetemi chi vince o perde. Cioè Matilde mi dice che ha vinto 52 a 51, la penultima partita, sembra un po' persa pure lei e non ha tanta voglia di avermi intorno. In effetti gli spalti e la cefeteria renderebbero la mia presenza più discreta. Non che sia a disagio, ma un po' di folla gioverebbe.

Ho rinunciato anche ai punteggi, in questo sport la matematica è un'opinione britannica. Ora che mi sono ritagliato il ruolo di quello che non capisce, mi domando se le mamme che sono sedute qui afferrano la materia e si direbbe di sì dato che parlano di inning con una certa sicumera.

Comunque che mai ci trovano in un gioco le cui azioni durano al massimo sette secondi e undici se la palla fa un parabola diversa. E gli arbitri intanto segnano i punti.

Ok mi metto a leggere... un libro sulla storia della schiavitú e mi ci vorrebbe un aquarius, un atriensis, un lector e una untrix e una ad unguenta.
Invece Cricket.

Questo antipatico post fu scritto due settimane fa, al palasport non sono più andato; vado invece a prendere Matilde alle sei di ritorno dai tornei che Lei dice di vincere sempre. Le credo.

Di questa settimana folle in cui ho cambiato ancora lavoro e ho imparato e disimparato molte cose, l'unica immagine che mi rimane è Matilde che davanti a me mima il gesto del bowler, il braccio che dritto tira la palla di cricket, ovviamente la palla non c'è.

Della palla che non c'è ho già scritto. Ma ritorna.

Buon weekend.

Nessun commento:

Posta un commento