domenica 22 aprile 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 13.12

A certo punto compare pure la ricetta dello Yorkshire Pudding che "deve gonfiarsi parecchio, deve diventare dorato e croccante e quando ci si accinge a tagliarlo si scopre che all'interno è tutto vuoto."

A scrivere è Cecyl, un'impiegata di Marks and Co. Booksellers all'84 di Charing Cross Road, London WC2, in risposta alle lettere di Helene Hanff, una allora squattrinata sceneggiatrice di teatro, che vive a New York e ama i libri di letteratura inglese.
Ma Helene Hanff intrattiene l'epistolario più numeroso con Frank Dole, il libraio capo di Marks and Co.

Siamo nel primo dopoguerra e a Londra fino a metà degli anni Cinquanta si viveva di cibi razionati, Helene, grata per i libri ricevuti ad un prezzo dignitoso, inizia a regalare al personale della Libreria carni in scatola, dolci e uova, in pacchi provenienti da un distributore danese, per la gioia non solo di Frank ma di tutto il personale della libreria.

L'amore per la letteratura antiquaria diventa così l'occasione per scambiarsi informazioni sulle vite di ciascuno: quella della scrittrice in cerca di successo, che vorebbe venire a Londra, ma le spese dentistiche glielo impediscono e quella familiare di Frank, di Nora, la moglie irlandese e delle loro due figlie.

Nasce un'amicizia solida, forse una specie di sentimento idealizzato, ma sincero: due caratteri diversi, lei aperta e spontanea, lui chiuso e riservato e tutto questo viene fuori da un epistolario intenso, dove l'amore, quello fisico, è riservato solo ai libri, al profumo della carta (le incisioni dorate, le rilegature in pelle...).

Helene e Frank non si incontreranno mai, ma lei raccoglie le lettere in un libro che diventa di culto e soltanto per il lancio di 84 Charing Cross Road finalmente arriva a Londra, ma la libreria è ormai chiusa (1970), Helene fa in tempo a entrare nell'edificio in via di ristrutturazione: "Che ne dice, Frankie, finalmente ce l'ho fatta!"

Poi il film, che Mel Brooks ha regalato a Anne Bancroft, sua moglie, per l'anniversario di matrimonio. Bello farsi regalare un film da interpretare, ovviamente se te lo puoi permettere.
Ma libro e film* sono una bella coppia, come Helene e Frank, due sconosciuti uniti da una passione, una professione, un gusto, una musica, abitudini, luoghi, città.

Non conviene a questo punto fare un elogio all'epistolario, allo scriversi via lettera, non si usa più, sono tempi di Amazon a cavallo e di e-mail, anzi la e- è quasi sparita: "mandarsi una mail" non significa "spedirsi qualcosa", ma "guardare la casella di posta (elettronica)".

L'aria al posto della carta, il contenuto del messaggio al posto del contenitore, twitter al posto del piccione. L'ansia di un beep al posto dell'attesa (della busta o del postino).

Comunichiamo così, tutti o quasi senza eccezioni, ovvero quelli che non sono al passo con i tempi veloci rapidi velocissimi rapidissimi.
.
Noi bipedi però siamo sempre gli stessi, forse appunto più ansiosi, con il braccio armato di appendici elettroniche, in attesa della prossima applicazione che cambi la vita o il girovita.
Ormai viene da chiedersi che cosa facevamo prima, domanda che i miei figli non si faranno, perchè il loro "prima" è solo una tecnologia meno avanzata o una tastiera pesante e spessa.

Così non so se per obbedire al richiamo di quello che ero prima e forse sono ancora adesso, prendo in mano 84 Charing Cross Road**, un breviario laico: due persone che non ci incontrano, un posto che non c'è più.

Nella speranza che la differenza tra quello che esiste e che non esiste scompaia compiendo l'unica azione di cui mi posso vantare: leggere.
Il fra
*film degli anni ottanta con la Bancroft, Antony Hopkins e Judi Dench, interpretato in modo superbo da attori che ci credono.
**su Charing Cross non ho trovato l'84, inettitudine certo... 

2 commenti:

  1. gran bel film :) di cui mi ricordo (il sapore di) questa poesia di yeates
    se avessi del cielo le vesti ricamate,
    Di argentea e dorata luce inghirlandate,
    La veste blu, quella pallida e quella oscura
    Della notte e del giorno e della sera quasi buia,
    Io le distenderei sotto i tuoi piedi:
    Ma, essendo povero, non ho che i miei sogni.

    E i miei sogni ho disteso sotto i tuoi piedi;
    Tu cammina piano perché cammini sui miei sogni.

    RispondiElimina
  2. grazie specola, di 84 charing cross trovo bello la possibilita' di un amicizia a partire dall'amore per i libri. Conoscersi senza incontrarsi, una specie di liberta'... ciao
    il fra

    RispondiElimina