martedì 17 aprile 2012

Into the boobs

Nuovo lavoro dunque, ma non potevo lasciare quello di prima senza salutare Pansy... dopo mesi di battute sulle sue di lei boobs.

Lei ne va fiera e i baby di cui si occupa alla nursery dormono su quelle morbidezze gemelle, cullati appunto dalla di lei tanto soffice maternità.

Le salutavo ogni giorno e, ricambiato, mi sorridevano in un rimbalzo sincronizzato e qualche bizzarra geometria fuori dagli elastici. 

E così l'ultimo giorno me le ha fatte toccare, spiegandomi le modalità corrette per avvicinare e carezzare queste appendici giunoniche, sollazzo e riso di inconsapevoli bambini e causa di (neanche troppo) furtivi esoftalmi miei.

Ho salutato tutti da Tarik in giù, da Vania in su, sono stato a West Dulwich per un anno e mezzo, forse l'eredità più bella che ho lasciato è stato il pane, quella che mi hanno lasciato loro, la fiducia.

Da queste parti se si fa presto a cambiare lavoro*, ci vuole sempre un po' però a capire tutto il resto.

Esempio: nella umorale vampa d'aprile i ciliegi di Troutbeck Road sono fioriti, come le migliori delle ipotesi.

*A breve poi telefonata al fisco per aggiornare la mia posizione e pulirsi la coscienza.

3 commenti:

  1. .....ma che lavoro?????
    .....cavoli e io non so niente.....
    Cos'è il pastaio????

    quella solita della Lucy

    adesso che ho cambiato lavoro anch'io non posso neanche più seguire il tuo blog nella pausa pranzo...perchè non ho più una pausa pranzo.

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    1. eh una cosa per volta....
      dire che hai almeno una pausa caffe'?
      a presto
      il fra

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  2. è che funziona così, come la pubblicità che passa qui del national geographic: le specie che non si evolvono, che non migrano, che non cambiano, sono destinate a estinguersi. in bocca al lupo, ma non ce n'è quasi bisogno, perché il momento più fastidioso, quello della scelta, è già passato.

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