venerdì 2 marzo 2012

Pollo in gelatina

Monica ci ha servito quello preparato dalla madre e sulla gelatina avevo i miei pregi        udizi... scioltisi subito, come i migliori peccati di gola.

Sotto gli occhi un po' stupiti di Gaia, che dopo il tris tortellini-tortelli-tagliatelle mi ha visto fare il bis del pollo, presentato in un timballo con al centro dei carciofini, come ciliegine sulla torta. Una goduria!

Da poco, nei vari sapori approvati dal Corano, ho imparato a fare appunto la jelly (la gelatina di qui): acqua bollente e polverina magica da lasciare raffreddare.

Il Corano c'entra perché nelle jelly cristiane occidentali e bibliche c'è un ingrediente satanico: un estratto della carne di porco dalle proprietà addensanti, quindi jelly sì ma senza pig. Facile da preparare comunque.

Quindi ho fatto due più due, che in cucina non fa quattro, ma quello che si vuole. Ecco la ricetta, semplice secondo Monica, adattata da me usando la gelatina trovata qui, piú dolce e piú colorata... insomma una versione allucinogena, se si esagera con l'effetto coloranti.

Un mezzo chilo di pollo, meglio le cosce, va fatto bollire in un abbontante brodo con patate carote e porri qb, fino a quando s'ammorbidisce.
Preparare anche quattro uova sode. Per evitare masochistiche scottate, opportuno lasciare raffreddare il tutto e leggersi una rivista di gossip nel frattempo.

Sfogliare i porri come piccoli incunaboli e adagiarli in un ciambella o in una teglia da plumcake e poi stratificare il pollo sfaldato a mano, le uova tagliate come ostie e qualche foglia  di rucola.

Infine fatto bollire di nuovo il brodo (deve gorgogliare) lo si filtra e un mezzo litro si mescola con la gelatina in polvere, scioltasi questa, il tutto va versato dentro la teglia da plumcake. Dopo qualche minuto di vapori, va messa in frigo per almeno un paio d'ore.

Questa sera: riso all'ossobuco preparato da Paola, poi il pollo in gelatina.... buon  weekend.

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