mercoledì 8 febbraio 2012

Snow-ismi

Due volpi gemelle sul muro del giardino guardano verso di noi, ma forse vedono solo la gatta, che li sfida protetta dai vetri della veranda; sabato sera nevica fitto ed è così bianco che non serve tenere la luce accesa. Poi la sera del giorno dopo la neve è già un ricordo.

Con il passo felpato di una volpe, bazzico anche io in giro per Londra; in realtà seguo le orme di Gaia, a Soho, a Notting Hill, a Shoreditch.

Una sera finisco da Hix, Soho, e chiedo al buttafuori, gelato dal freddo, se Matilde e Jacopo possono entrare, mi dice di sì e i bambini si sparano il primo cocktail della loro vita, una lemonade con ghiaccio e una fetta di lime e io come loro dato che oramai non reggo gli alcolici.

Non reggo nemmeno i camerieri, tanto piú se dei posti cool come Hix e nemmeno quelle, lentissime e scazzate, di Nordic Bakery, sempre a Soho...
Sono stato cameriere anche io e della peggior specie, ma dove latitavo nel servizio supplivo con la chiacchiera. A Londra servire ai tavoli è un mestiere anonimo, un passaggio obbligato e temporaneo... qui sono i locali ad avere personalità, chi lavora scompare risucchiato dal turn over della metropoli.
Clienti invece si nasce e io modestamente lo nacqui.

Hix insomma si può cancellare dalla lista, troppo di moda per essere ancora di moda, ma l'aria scandinava di Nordic Bakery, i vassoi di plastica blu e le tazze larghe, le brioches alla cannella che si attaccano alle dita e le vetrate luminose che danno su Golden Square beh valgono la visita e le calorie.

Il resto è mancia. 

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