giovedì 16 febbraio 2012

Sliding doors (prima e dopo Lucian Freud)

Quando un impiegato mi dice che per oggi è tutto esaurito e posso comprare il biglietto solo per i prossimi giorni, sono troppo incastrato nella coda per sgusciare via. 

Faccio appena in tempo a pentirmi di non essere andato dove avevo programmato di andare, a Holland Park, ma di essere uscito a Charing Cross, che la ragazza per miracolo mi fa entrare. Sono alla mostra di Lucian Freud e godo: un casino di gente a passo d'uomo, ma godo.

Subito prima di Freud faccio un salto veloce alle sale della National Portrait Gallery; non che la ritrattistica mi abbia mai entusiasmato, ma qui siamo al limite della fisognomica e certamente in preda alla retorica imperiale: re regine primi ministri aristocratici e virtù. Si può camminare, riconoscere qualche personaggio famoso, ritrovare tutti i ritratti Tudor delle letterature inglesi dei libri di storia e dei film.

Di tutte quella facce, faccione e faccette, molti visitatori fac(c)evano a loro volta schizzi e disegni, o il contrario forse, ma prima di confondermi troppo, un paio me li sono tenuti a mente:
In un ovale con il profilo (e il naso soprattutto) di Edward VI slargato dalla falsa prospettiva, il ritratto in anamorfosi che si puó osservare nelle giuste proporzioni solo da un punto preciso. 
Edward Wortley Montagu, famoso viaggiatore, che veste (e forse fuma) come un turco, in quel di Venezia dove, stanco di girare l'Oriente, sceglie di vivere.
Disraeli e Gladstone in figura intera su sfondo scuro, due quadri diversi, ma uno di fronte all'altro, rivali in politica, anzi acerrimi nemici, così raccontano le cronache vittoriane e altrettanto gli sguardi dei due.

Quando esco, per caso scopro che sotto St Martin in the Field (a destra della National, lato Charing Cross), nella cripta si trova un cafè.
Insomma sopra la messa sotto la mensa e la carta di credito canta; non si mangerà un gran che lì sotto, le sedie e i tavoli sono proprio brutti, ma quelle volte di mattoni mettono al bando la claustrofobia del commensale e l'inappetenza del fedele.

Torno a casa e il mio demone gatto prende a seguirmi: serata di gialli alla tivvù, quelli ambientati negli anni venti e trenta, che Cristiana trova troppo pallosi e non mi fa mai vedere. 
 Ma da piccolo ho letto talmente tanti Agatha Christie, che....

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