domenica 26 febbraio 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 08.12

"Shakespearian character comedy, hand to hand with police procedure". 
Montalbano un personaggio shakesperiano? Il bello del superfluo è che permette di fare in libertà gli accostamenti più improbabili e le parole con il tempo perdono un po' del significato con cui sono nate e invecchiano quasi fino all'immortalità.

Quando si mescola la tragedia con la commedia, con sullo sfondo, anzi in primo piano, il paesaggio barocco della Sicilia, e una vicenda personale (la morte del padre) si intreccia con un delitto passionale di un famoso politico, la definizione di shakesperiano diventa obbligatoria, per la digeribilitá britannica del prodotto.
"La forma dell'acqua" inizia con una nuotata e finisce con un collare ortopedico lanciato in mare da Montalbano: l'acqua non ha forma si sa, assunto a cui contribuisce il commissario che appunto non dá la soluzione al caso.
Siamo su BBC4 in lingua originale (quell'italo siculo che rende quasi intraducibile anche i romanzi di Camilleri) con i sottotitoli e ovviamente senza pubblicità alle nove di sera, in Italia una prima serata, qui invece una quasi notte. Con la Manica di mezzo, anche il nostro Salvo diventa un originale stereotipo, ma anche un riuscito prodotto esportabile, poi appunto che Sicilia!

Comunque intorno alle nove di sera nell'etere britannico girano detective di ogni ordine e grado, il genere diventa così di genere che anche le pietre da queste parti sono state testimoni di un delitto, più o meno efferato.

Ma facendo zapping, una serie in particolare sfiora il ridicolo: una donna detective, (non di professione, ma solo d'hobby), creata dalla penna di Gladys Mitchell (mai letta), al secolo della fiction Mrs Bradley.
Ricca miliardaria e vedova, viaggia con un autista stile Ambrogio, innamorato di lei,  Mrs Adena Bradley risolve probabilissimi casi mettendoci cappellini e glamour anni venti: memorabile la faccia che(non) fa quando scopre una testa mozzata in una pentola e senza scomporsi trucco e cappellino, un sospiro a mezza bocca, il rossetto non sbava e il fido Ambrogio interviene in tempo, gocce di sudore chanel numero cinque.

Ma chi ha tenuto la famiglia attaccata al divano con tre puntate davvero indimenticabili è stata soltanto la seconda serie di Sherlock Holmes, con Benedict Cumberbatch, lui una versione inglese de il Manu, all'anagrafe mio cognato, due tipi entrambi alti, all'apparenza allampanati, ma neanche tanto.
Citatissime le battute di Irene Adler, la donna fatale di Uno scandalo a Belgravia (non più Boemia), quando nuda si presenta per la prima volta a Sherlock, o quando con il suo impermeabile addosso dice: "Brainy is the new sexy".

Dunque buone speranze per tutti quelli che ci mettono il cervello, i nerd di una volta insomma, ma questo Sherlock è un grande osservatore, un genio multimediale, dei telefonini e delle password; l'ambientazione è infatti contemporanea e i romanzi di Conan Doyle sono completamente rifatti da sceneggiatori di talento: diventano storie nuove.
Da raccomandare insomma a chi vuole imparare ad  adattare una storia ai giorni nostri.

Sarà per questo che di fronte ai vari Poirot e Marple cade anche a me la palpebra (mentre Cristiana scappa del tutto): Agatha Christie comincia ad essere datata, di camere chiuse, di telefonini bianchi, di cellule grigie e alberghi di grido, di cognomi sbagliati e seconde mogli ne abbiamo un po' piene le pagine.

L'essere umano è sempre il solito farabutto, lo sappiamo senza mai veramente impararlo; abbiamo sete di storie nuove e bisogno di dare... una forma nuova all'acqua.
Il fra

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