martedì 14 febbraio 2012

Caos calmo

La gatta vive parallela a me, come il demone dei personaggi di Pullmann. Giornate in simbiosi senza sfiorarsi o quasi: se abbandono la stanza per qualche minuto muove solo la testa, se invece cambio area della casa mi segue rapida, ma a debita distanza. 
Io: Se fossi un animale sarei gatto. Lei: Se fossi uomo sarei il Fra.
Entrambi: Se fossimo foco arderemmo lo mondo.

Ho l'impressione che perfino starnutisca per legittimare l'ipocondria del mio raffreddore.  
Mi-ci inciampo solo al mattino, all'ora della mia e sua colazione. Poi mi guarda mentre prendo senza ordine alcuno sciroppini e pastiglie, che, sprovvisti ormai di confezione, vagano nella scatola dei medicinali.

Rivedo Matilde, la prima di Italians che anziché tornare in patria, parte a breve per la Corsica: cambia vita, apre un altro business con Claudio, non sa ancora su che cosa ma le idee non mancano.
Siamo alla Boulangerie, francese di nome e turca di gestione, dove due anni fa l'ho intervistata: da allora con una certa regolarità abbiamo sempre preso un caffè in qualche locale del sud-est. 
Ammiro molto Matilde e Claudio, potrebbero starsene comodi dove sono, non lo fanno; evidentemente cambiare fa bene sempre e solo alle solite persone. 

Mi viene in mente Guido Cavalcanti che si sfila dagli amici che lo molestano: sì come colui che leggerissimo era, prese un salto e fusi gittato dall'altra parte, e sviluppatosi da loro se n'andò. (oggi sono medioevalista)
  
Ecco la leggerezza dunque, e al bando la pesantezza! quando all'orizzonte o nella vita quotidiana non compare mai un gesto snodato o frivolo, un pensiero laterale che squaderni l'ovvio e l'arrugginito. Amen.

Matilde mi accompagna da Gayle, che tiene un workshop al Royal Maritime Museum, dal titolo Fancy a cuppa?: fa disegnare a chiunque voglia e capiti lì le foglie della pianta del the con dei pennelli intinti nei fondi di vero the; i fogli vengono poi fissati sulle vele di modellini di barche costruite allo scopo.

Sarei salito volentieri oggi su uno di quei velieri e avrei preso la rotta con il favore dei Monsoni, ma oggi sono pesante come una zavorra.

Ci vorrebbe una spaghettata di mezzanotte.

Invece aspirine e caos calmo.

1 commento:

  1. ...la spaghettata di mezzanotte è cmq un'opzione ancora percorribile... se avessi detto il the delle cinque ...
    Non voglio nemmeno pensare ad una tale colonizzazione cultural-gastronomica, o forse si tratta di un ritorno al GLOCAL!!!!
    Fino a quando la mente e le parole scorrono con così tanta leggerezza e sagacia... la pesantezza non traspare.

    RispondiElimina