domenica 29 gennaio 2012

L'Ora del Meridiano di Greenwich 04.12

Ambrose Chapel non esiste piú, stava dalle parti di Brixton, con il nome di St Saviour; per gli Ambrose Chapel in carne ed ossa invece bisognerebbe sfogliare la rubrica telefonica: nessuno di loro oggi  ha un negozio di animali imbalsamati a Pender Street, Camden e forse non esistono nemmeno.

L'uomo che sapeva troppo é stato il primo film di Hitchcock che ho visto, avevo dieci anni. 
Mia madre mi disse "un film si vede dall'inizio alla fine", frase che interpretai così alla lettera al punto che oggi pretendo l'attenzione religiosa di tutti quando ne guardiamo uno.

Il giochino allora era vedere quando compariva il regista (il famoso cameo), che fine faceva il piccolo Hank, aspettare che Doris Day attaccasse Que será será (canzone che sentivo canticchiare in casa), chiedere dove fosse Marrakesh, Londra e quanto grande fosse l'Albert Hall. Non ricordo tutto di quel giochino, ma non mi sono dimenticato nulla dell'emozione che provai.

Non mi sarebbe tornata in mente la mitologia di Hitchcock, se non avessi messo piede a Leytonstone, il quartiere a nord est di Londra, dove Gayle ha la sua nuova casa. E' bastata una frase di lei, buttata lí nel mezzo di una conversazione, mentre facevamo una passeggiata: "ah sí qui é nato Hitchcock, guarda."

Ho guardato. Su un murales neanche ben dipinto ma dallo sfondo psichedelico la faccia del nostro e quella di James Stewart; poi attraversando il corridoio di ingresso della metropolitana di Leytonstone una ventina di mosaici con le scene piú note di quasi tutti i film di Hitchcock.

Talvolta basta una emozione da poco, il richiamo di un graffito, per farmi ricordare la dipendenza che avevo e le notti passate a vedere e rivedere un film dopo l'altro a casa o al cinema De Amicis e al Mexico in quel di Milano.

Dieci anni fa durante il viaggio negli Stati Uniti sono addirittura andato a Bodega Bay e Muir woods sulle orme di Uccelli e La donna che visse due volte (un titolo che non traduce Vertigo, ma molto evocativo per un bambino), un pellegrinaggio che mi viene rinfacciato ancora oggi.

Ora non ho piú la stessa smania compulsiva del cinefilo che poi discute con la sicumera del critico, certo che no... ma se un film per me oggi é soprattutto l'opera di un regista e se rispetto alla cronologia e all'ambientazione io preferisco la tecnica e l'estetica della narrazione, cioé non che cosa si racconta ma come lo si racconta, lo devo a L'uomo che sapeva troppo. 

E tutto quello che mi piace del cinema l'ho imparato allora, con quella dose di stupore e di istinto che forma l'intelligenza di un bambino e la conserva per tutta la vita. 

Non escludo di ritornare in completa solitudine (condizione ideale in un pellegrinaggio che si rispetti) a riguardarmi i mosaici come fossero ex voto e non escludo anche con la coda dell'occhio di vedere il profilo panciuto di Hitchcock comparire per qualche secondo.

Sono ancora dentro al film. 
Colpa di Alfred.
Il fra

2 commenti:

  1. Caro Fra,
    anche io sono una fan del caro vecchio Alfred e negli Stati Uniti dalle parti di San Francisco mi sono ritrovata in una di quelle Missioni dove poi la protagnosita di Vertigo finisce male...E tutte le volte che percorro la Grande Corniche ripenso al Grace Kelly...Grazie per l'indirizzo della metro, prox vacanza a Londra ci passerò sicuramente...Ciao Carlita

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  2. grazie Carlita, la cosa piu' bella di Leytonstone oltre ai murales (almeno per noi cinefili) di Hitchcock sono i parchi a poche centinaia di metri dalla fermata, una giornata intera di passeggiate nel verde.
    A presto

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