giovedì 3 novembre 2011

Starbooks

Sarà perché Londra è diventata la mia città d'elezione (l'espressione antiquata rende il compiacimento che segue) ma quando trovo in un libro i luoghi della città, mi sento realizzato anche se non so bene in che senso.

La cosa è di una banalità estrema perché migliaia di romanzi sono ambientati a Londra e per quanto la probabilità di incappare in un luogo conosciuto sia altissima, la mia soddisfazione non diminuisce.
Oggi mi è capitato un passo sul Wobbly Bridge, che è stato tale un tempo sufficiente per meritarsi il nome, nonostante illustri ingegneri abbiano quasi subito provveduto a fissarlo.

A proposito di Biella, dove vivevo, in un romanzo di Soldati, La sposa americana, si cita una trota al burro che i camerieri della Croce Bianca servono un po' tardi al banchetto di matrimonio... quando lo lessi sarei immediatamente corso ad Oropa per avvisare i gestori.

Che pirla! che soddisfazioni da poco! "secchia!" mi direbbe Cristiana, invitandomi ad occuparmi di altro, di cose più concrete, tipo fare il bagno ai bambini, dare il colore a un pavimento, decidere il menù di Ceramix eccetera.

Sono perennemente in vacanza, i libri, ultimamente letti ad un ritmo forsennato, mi tengono appeso per aria e temo che un giorno, incapace di scriverne compiutamente uno, dovrò vantarmi di quelli che ho letto... pavida citazione da Borges che però qualche pagina ha scritto.

E tanto per strappare ancora materiale dall'ultimo libro, The sense of an ending, devo ammettere anche io che una delle paure da bambino e poi da adolescente era di scoprire che la Vita non avesse niente a che fare con la Letteratura**.

Quanto l'ho scoperto, ho scoperto anche che quella paura era immotivata, al punto che oggi penso il contrario: che dalla vita, da quella di chiunque, il materiale a cui attingere è infinito e vario e multiforme.
Non conosco come fare, a parte questo blog, che però riguarda la mia di vita e nemmeno tutta.

Ieri sono stato a St Paul, per scrivere degli indignados, mi sono detto:meglio andare a vedere di persona e in quella piazza mi è piaciuta un piccola libreria improvvisata, Starbooks.

Quegli scaffali all'aria aperta mi hanno ricordato una cosa che mi disse mia madre, vedendomi annoiato a casa di parenti e amici:
-Se non sai cosa fare, guarda se ci sono dei libri
-E se non ce ne sono?
-Guarda nella mia borsa.
...
**"The things Literature was all about: love, sex, morality, friendship, happiness, suffering, betrayal, adultery, good and evil, heroes and villains, guilt and innocence, ambition, power, justice, revolution, war, fathers and sons, mothers and daughters, the individual against society, success and failure, murder, suicide, death, God..." Julian Barnes, The Sense of an Ending.

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