domenica 6 novembre 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 33.11

Poppy flower. Nei giorni che precedono e seguono il Rembrance Day, l'undici Novembre, lo indossano tutti o quasi, appuntato alla giacca per sostenere la causa della Royal British Legion, cioè per raccogliere fondi a sostegno dei soldati feriti e delle famiglie dei soldati deceduti nelle missioni militari del Regno Unito.

Tutti: dai giornalisti della BBC ai commessi di Sainsbury, dall'insegnante di scuola, al man at work sulle strade... i white british almeno, i black british no, forse perché si sentono più black che british.

Il poppy diventa un segno di orgoglio nazionale, come se, al di là della causa, bastasse la sola idea di appartenere a una comunità identitaria, con un semplice fiore rosso, acquistabile dovunque e a offerta libera.. una cosa insomma di razza britannica, in barba al melting pot dell'Isola.

Il poppy non mi riguarda, ma è impossibile non notarlo, darei, mettendolo, l'impressione di legittimare le guerre (camuffate da interventi militari per difendere nobilissime cause) autorizzate e condotte dal Paese che mi ospita, che all'Impero di una volta deve ancora saldare qualche conto.

Così Matilde oggi è rimasta a mani vuote davanti a tre anziani signori vestiti con abiti blu appesantiti da migliaia di bottoni bianchi e spille e medaglie che all'angolo di Columbia Road distribuivano i poppy.

Ho dato a mia figlia una qualche frettolosa spiegazione e lei si è subito dimenticata il fiore (all'occhiello): i bambini hanno la fortuna di essere compulsivi con le mille cose che vedono nei mercatini e passano subito oltre.

Da tempo mancavamo da Columbia Road, una meta solo domenicale, perché il mercato dei fiori si tiene appunto di domenica e come sempre accade si finisce con il comprare, anziché fiori, chincaglierie inutili, ma si sa: da tempo viviamo del superfluo e il necessario lo diamo un po' troppo per scontato.

A proposito: sarebbe davvero necessario parlare dell'immagine dell'Italia (o degli italiani) qui a Londra -che dico!- in Inghilterra, perché oggi, proprio oggi, siamo sulle copertine di due grandi quotidiani (negli altri siamo su tutte le pagine interne). Dico "siamo": all'estero ci sentiamo tutti un po' più italiani e quindi coniughiamo i verbi al plurale.
Ripeto "siamo sui giornali".

Questo sputtanamento (di questo si tratta e poche ciance!) ce lo saremmo risparmiato, ma ci riguarda da vicino, è diventato quotidiano, quasi un'ossessione.

Non riesco a dire altro, insieme ai testicoli, mi cade anche la tastiera.
Il fra

4 commenti:

  1. immagino ti riferisca alla citazione di cromwelliana memoria.

    "da tempo viviamo del superfluo e il necessario lo diamo un po' troppo per scontato."
    te la rubo.

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  2. Enza,
    in realtà scimiottavo Oscar Wilde nel Dorian Gray, o è anche o solo Cromwell?

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  3. La causa per la quale i Poppy sono venduti mi sembra più che nobile. Mi sembra un passaggio eccessivo considerare chi lo indossa un guerrafondaio. E' come se ti rifiutassi di donare dei soldi ad Emergency, solo perchè sai che potrebbero essere usati per curare non solo civili ma anche militari (talebani e via dicendo) feriti in azioni di guerra.
    Non ti facevo così estremista!
    Massimo

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  4. Massimo,
    Emergency interviene in scenari di guerra, aiuta e soccorre la popolazione ferita i i militari di qualunque colore con medici specializzati e volontari che rischiano la vita.
    I poppy sono certamente un simbolo di unità nazionale dall'acclarato dress code.
    Ma l'Inghilterra non è uno scenario di guerra, i morti e i feriti sono conseguenza di quegli interventi militari, i quali se non ci fossero (stati) non ci sarebbero i poppy.
    Insomma è la causa della causa nobile che non mi piace.
    Nel portarlo non si è guerrafondai, piuttosto si ricorda solo la causa nobile, ma si dimentica la causa della causa nobile.
    Magari fossi io un po' più estremista.
    A presto

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