domenica 13 novembre 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 34.11

Un signore passeggia con il cane lungo il Tamigi, un uomo sta affogando e urla: Help! Il signore con il cane lo ignora.

Stessa scena, ma questa volta l'uomo che sta annegando dice al signore con il cane: Excuse me, Sir. I 'm terribly sorry to bother you, but I wonder if you would mind helping me a moment, as long as it's no trouble, of course.
Il signore con il cane lancia il salvagente e aiuta il malcapitato.

Ogni volta che guardo la copertina di How to be British Collection, penso alla formalità che quotidianamente mi circonda e mi vengono in mente i Monty Pyton, il duo di Little Britain, Benny Hill e anche il primo Mr Bean.

Poi succede che Daniela, qualche giorno dopo essere stata qui, mi manda una Anglo-Eu Translation Guide: che cosa dicono gli inglesi, che cosa realmente intendono quando lo dicono e che cosa normalmente capiscono gli europei non inglesi (qui sotto).

Per esempio dicendo That is not bad, si intende That's good, mentre per noi significa un "niente di che", oppure You must come for dinner (e mi è capitato) significa che l'amicizia è agli inizi e che l'interlocutore vuole essere gentile con noi, quindi possiamo scordare l'invito a cena, proprio quando pareva certissimo.
Altri frasi tipo very interesting o I'll bear it in mind significano l'opposto, ma stereotipi o no, l'elenco merita una qualche riflessione.

In due anni che sono qui, ho cambiato idea sugli inglesi, la loro non è ipocrisia, nemmeno gentilezza, ma piuttosto un'arguta e automatica forma di mandare a quel paese e talvolta spernacchiare: in questo rivelano una certa attitudine alla democrazia dei sentimenti attraverso l'aristocrazia delle maniere.
Non amando il contatto fisico, imbarazzati dalla stretta di mano maschia, divertiti dal doppio bacio, che associano alla pizza, alla pasta, al sole e al Chiantishire, finiscono con il mollarti delle pacche sulle spalle come se fossi a cricket e sorriderti come farebbero ad un imbarazzante spettacolo teatrale con dei nudi in scena.

Gli inglesi non sono passionali, ma sentimentali, e per coprire o legittimare i sentimenti non rimane loro che ricorrere alle buone maniere e allora avanti a ringraziare, avanti con il sorriso imbarazzato, avanti a piccoli passettini verso una possibile amicizia... coltivandone il seme però, e se la pianta cresce, bene; se non cresce, comunque si è fatto il possibile.

Mi sono reso conto infatti che devo compiere un atto di eroismo per avere un amico inglese; le ho tentate quasi tutte: il coinvolgimento creativo (risultato: un sorriso + un sopracciglio sollevato), l'amore per la letteratura inglese (incoraggiamenti, mai suggerimenti), la politica (mal comune mezzo gaudio, ma noi abbiamo avuto la Thatcher e Blair, e voi lasciamo perdere, almeno cercate di capire come mai vi siete trovati al punto in cui siete ora).
Insomma dovrei salvare la vita a qualcuno. Non sono il tipo.

In effetti nessun inglese mi chiama o mi cerca, a parte le telefonate per organizzare le feste dei figli e appunto le cortesie in uscita dalla scuola o in altri luoghi topici.

Sull'ospitare a casa i compagni di classe di Matilde abbiamo imparato la grammatica delle buone maniere: si dice thank you for coming, thank you for inviting me, si devono far togliere le scarpe e informare il genitore se intendiamo offrire la cena al figlio (implicitamente sì, se il bipede rimane dopo le sei e trenta pi emme, quindi sempre).

Ora mi sono abituato ad infilare please in ogni frase che ribadisce quanto già richiesto e anche più volte, al punto che nell'ordinare il caffè finisco con il dare tutti i dettagli su drink in or take away, zucchero e latte appena apro bocca, salvo poi che il barman si scorda tutto e giù con i please.
Non che questo mi faccia diventare più educato, soltanto sempre più sensibile alla rudeness (maleducazione e rudezza insieme), insomma non mi devo comportare da rude, ovvero inherently confrontational and disruptive to social equilibrium. Per carità!

Allora vedrai il signore con il cane gettare il salvagente e salvare la vita al malcapitato, il problema è che non so se sono il signore con il cane o il malcapitato.
Il fra

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