martedì 29 novembre 2011

Fra Marx e gli inglesi

Lavoratori?! mi viene in mente Sordi nei Vitelloni, ma tralasciamo.

Il monumento fa un certa impressione, non solo per l'imponenza ma per la collocazione: eretto negli anni 50 quando il cimitero di Highgate era meta del popolo comunista e la tomba del nostro, centocinquanta metri più in là nella boscaglia, non s'adattava a contenere la folla degli ammiratori.
Anonimo fu il suo funerale nel 1883, una decina i presenti, Karl Marx in quegli anni viveva infatti a Londra, a Soho, in condizioni quasi di inedia e semisconosciuto.

Poco più della sola faccia esce barbuta dal masso di granito, in omaggio credo al materialismo storico, alle rocciose convinzioni e all'unità dei popoli. Ora pare più una visita obbligata che un omaggio sentito tanto il nostro ossequio quanto quello di tutti gli altri... su un bordo del cubo dei centesimi di pound ossidati, qualche fiore di plastica, tutta gloria passata.

Attorno a Marx, Claudia Vera Jones, attivista di colore e comunista, scacciata dall'America maccartista approdò a Notting Hill, dove organizzò un indoor event per lanciare i talenti caraibici, da cui nacque il famoso carnevale; Dadoo Yusuf Mohamed, indiano nato in Sudafrica, protagonista di campagne contro l'apartheid e comunista, in asilo politico a Londra; Hekmat Mansoor, leader del partito comunista dei lavoratori iraniano, insomma anche in Iran...

Un breve saluto alla tomba di George Eliot (alla letteratura, che mai leggerò), un po' nascosta e da luna mannara; Herbert Spencer, un paio di attori e un pianista e via tombando all'ombra dei cipressi eccetera.

Matilde e Jacopo
intanto corrono indisturbati: difficile tenerli in silenzio e rispettosi delle geometrie; si sono però costruiti i loro miti orfici e storie post vittoriane con dinosauri del pleistocene e saghe di zucche e vampiri.

Il disordine delle tombe, l'incombere dei rampicanti e delle radici e la mappa fornita all'ingresso (tre pound a adulto) stile who's where impressiona assai, se non altro me, Cristiana non so.
Qui sta la differenza tra una fatalista (lei) e un pirla (quello in foto): io costruisco castelli e lei intanto vive.

Un museo dei morti, sepolcri come teche in cerca del pezzo da collezionare, almeno nella memoria: uno specie di voyeourismo enciclopedico o forse un tour di costume (le tombe degli italiani e dei giapponesi) e di architettura sepolcrale (Cross, Clasped Hands, Obelisk, Urn, War Memorial, Wreath come recita la guida), non male anche certi leoni e angeli e profili e decori scolpiti.

Il mio morto preferito? Douglas Adams, l'inventore della Guida Galattica per autostoppisti
Non sapevo fosse qui, l'ho scoperto solo visitando guida voyeouristica alla mano, una lapide semplice in mezzo a tante.
Un tipo che mi sarebbe piaciuto conoscere, ma ci sono i suoi libri. Sarà per la prossima.

Dimenticavo: l'ala ovest del cimitero di Highgate si fa solo con visita guidata e con l'arch. Boggio, quando verrà; pare ci siano monumenti e cripte di notevole pregio e paura (stando al volontario alla reception, che conosce pure l'italiano)

Meglio uscire adesso, ho la sensazione che preferisco Abney Park.
Forse perchè della fatal quiete...

4 commenti:

  1. give Middlemarch a chance, Fra!

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  2. riconsidererò cara daniela... (temo il genere senseandsensibilityesticazz che snooooob!!) intanto ho visto questo che potrebbe piacere anche a te http://booksofgold.blogspot.com/
    ciao

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  3. caro fra sotto il faccione di carlone sei stupendo. mi mancano i pranzi alla fondazione quando c'eri tu.

    un abbraccio

    cesare

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