giovedì 20 ottobre 2011

Storie indignate, ovvie e sproporzionate sull'amore e su Pirro

Shalit: pallore, magrezza e saluto militare a Nethanyahu a parte, non si legge una riga sulla proporzione tra un soldato israeliano liberato e mille prigionieri scarcerati. Una sproporzione numerica che esemplifica e spiega la questione palestinese.

The End of the Affair (Fine di una storia) di Graham Greene: scelto per il titolo (che ripeto continuamente nei monologhi quotidiani), poi è ambientato a Londra, a Clapham Common Northside, dove lo scrittore aveva una casa danneggiata dal Blitz e dove l'intera vicenda si svolge. Non mi riesce recensirlo ora, l'idea è quella di consigliare una decina di libri londinesi.
Da recuperare le versioni cinematografiche, due, una con Deborah Kerr, l'altra con Julienne Moore.

Governo italiano: nella caciara di cose che ho letto a proposito della recente e confermata fiducia, la stampa anglossassone dice che, inutile farla lunga, ma the great political escape artist se l'è cavata ancora una volta perché ha una maggioranza. Pyrric victory si titola, ma vittoria; la preoccupazione maggiore poi è la situazione economica italiana e l'assenza di riforme, di qualunque tipo di riforma, non importa nemmeno quali.
Un'analisi così semplice che se non fossi preoccupato, mi rincuorerebbe (!)

Governo inglese: il ministro della difesa Liam Fox si è dimesso, perché il suo testimone di nozze lo seguiva in importanti incontri ufficiali all'estero e non solo, pur non avendo incarico alcuno e pur non essendo un dipendente pubblico dello stesso ministero. Le indagini, commissionate dal primo ministro, sono in corso per capire se siano stati commessi dei reati.
Che noia vero, ma volevo solo riportare i fatti, per tutto il resto c'è master card.

Gli indignados stazionano da giorni nel gelo, fuori St Paul e a Roma si tirano sampietrini (nome bizzarro per dei cubetti di parquet), e se mi pare ovvio che tirare estintori e madonne sia un reato, e se mi pare sconvolgente che poi chi lo fa dica di essersi fatto prendere dalla foga, mi pare altrettanto ovvio che un numero considerevole di impuniti finisca sempre con l'autoassolversi nella sede "allo scopo deputata", il Parlamento. Per dirla come Don Zaucker e come Marina.
Sembra che per noi italiani ci sia qualcos'altro più ovvio dell'ovvio.
Intanto e ancora gli indignados stazionano da giorni nel gelo fuori St. Paul eccetera.
Per dirla come me.

Parto domani per l'Italia, con la solita sindrome del giorno prima che, per l'occasione, mi ha fatto divagare un po'. Nessuna ragione importante, in realtà vado per papà e per Veruno, poi ci starò poco, ma così per metterci la bandierina e sperare di non colpire di scherma e di stiletto in un estenuante duello generazionale: parto, lo giuro, con le polveri bagnate.

Ah Boggio dimenticavo! ci piacerebbe portarti nel posto della foto, peccato l'autostrada che passa quasi di fianco e disturba lo stormir delle fronde e i sovrumani silenzi... al palazzo si entra da dietro, sul davanti un'altra strada inibisce un più trionfale ingresso. Vedrai di persona.

Man has places in his heart which do not yet exists, and into them enters suffering in order they may have existence. Léon Bloy, citato in The End of the Affair.

1 commento:

  1. Che posto è? niente link, volete mantenere il mistero.. comunque mi attira
    boggio

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