domenica 2 ottobre 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 28.11

Arrivo accaldato alla reception del King's College e chiedo in che aula si tiene la conferenza del senatore, magistrato, scrittore Gianrico Carofiglio, ospite del piddì di Londra.
"Ah sei italiano, possiamo parlare italiano allora...", mi risponde la signora con un forte accento russo e per l'ennesima volta trasformo un incontro occasionale in un'occasione di incontro.

Nella sua agenda non c'è nessuna conferenza italiana ma la council room sembra prenotata e mi spedisce lì indicandomi il tragitto con staliniana precisione mescolando l'italiano con l'inglese cirillico.

Se in un'università dello stivale i docenti, a parte qualche rara eccezione, li distingui lontano un miglio per come se la tirano, per come si vestono e per l'immancabile codazzo brufoloso degli assistenti, in questi corridoi bassi, che si aprono su una doppia scalinata in pietra e su ampi cortili interni, si mescola invece un melting pot di persone in andatura e vestiti casual.

Appena entro nei college mi vien voglia di studiare (sono indeciso tra Psicologia, Letteratura e qualcosa di più scientifico tipo Fisica quantistica), ma dato che sono in anticipo, mi limito a leggere un libro (I Viceré di De Roberto, tanto per farmi del male): una cinquantina di posti a sedere, ritratti alle pareti, carta da parati, moquette, luci insufficienti e fisiognomica spiccia fino a quando abbronzato arriva il senatore della Repubblica.

Silenzio, la delegata del Piddì presenta Carofiglio e dice che è una lettrice accanita dei suoi romanzi, che vorrebbe sentire delle anticipazioni sul nuovo libro ed io ho già l'orticaria: l'ossequio reverenziale è una delle tante cose che dobbiamo cambiare di fronte a chi rappresenta il potere ed il suo lustro. Non iniziamo bene, ma tengo duro.

Parla Carofiglio: dice cose sensate, perché è ormai dell'ovvio che dobbiamo parlare perché è dall'ovvio e dal semplice che dobbiamo ricominciare.
Ma un senatore di sinistra, per giunta cooptato da un sistema elettorale che non elegge e non fa scegliere, non può certo cambiare un intero partito e un intero sistema. Lo ammette lui stesso mentre ci svela qualche anedotto senatoriale.

Io ascolto e penso che ora davvero tocca a noi, alla società civile.
Questa schiatta infatti non può cambiare da sola, non riesce a dimezzarsi di numero proprio come quei tacchini a cui non si può chiedere a quando rinviare la cena di Natale.

Che cosa aspetta Carofiglio e company a ridurre drasticamente i costi della politica? come è possibile che solo dopo due anni di onorato esercizio i parlamentari abbiano diritto alla pensione?
Mi spingo a dire che non dovrebbero nemmeno maturarla e che sia sufficiente la pensione secolare, quella del lavoro. Che cosa aspetta Carofiglio a dire pubblicamente che cosa sia e come vuole che sia realmente un partito di sinistra?

Perché la sinistra per esempio non è capace di scrivere un programma in quattro cinque riforme/punti forti?
Tony Blair ai tempi del New Labour disse chiaro e tondo che per vincere le elezioni bisognava indicare un programma chiaro su cui portare il consenso dei cittadini e ottenuto poi quel consenso, una volta al governo diventava semplice realizzare quel programma*.
Mi sono sentito rispondere da Carofiglio che Blair ha fatto la guerra in Iraq. Che c*** c'entra!?

Noi -non credo infatti di essere il solo- siamo incazzati, noi vogliamo che le cose cambino soprattutto a sinistra e che la politica ritorni ad essere cosa di tutti e passione civile e meglio che rinunciate ai vostri privilegi, che parliate in modo chiaro, e sappiate affrontare e rispondere alla crisi economica strisciante, drammatica... In questa vacanza della politica non è un caso che i poteri forti dell'economia e delle finanza abbiano buon gioco a dettare l'agenda ai governi.

Un'ultima cosa e adesso parlo proprio a Lei, senatore** della Repubblica, mi viene a dire e giustamente che è tempo di separare gli affari dalla politica, allora non venga a parlare in una sala dove in un angolo si vendono i suoi romanzi. Poteva evitarlo.
Piuttosto faccia qualcosa, ne ha l'autorevolezza, il tempo e l'occasione, altrimenti è uguale a tutti gli altri, altrimenti a casa!

Esco da King's College con la voglia di spaccare il mondo e penso al maialino dei Pink Floyd che gonfio d'aria svolazza sulla Battersea Power Station, a quel porcellum attaccherei i novecento e più nostri parlamentari e ooopss lascerei la presa, lor signori cascherebbero sul morbido ma almeno ci sbarazzeremmo di vent'anni di mala politica (come sostiene lui qui).
A Liverpool intanto è iniziata la conferenza annuale del Labour. La differenza, perché non posso che fare paragoni, è imbarazzante.
A sognarla una sinistra così in Italia.
Il fraguerrafondaio
*"If you are in Opposition, people don't expect you to know it all. They are not asking for reams of details, they just want to know where you stand - on spending and tax; on law and order; on defence; on Europe; on public services. Here two things are vital for an Opposition: keep it simple; keep it coherent. By keeping it simple, I mean not surface only. I mean: clear!" Tony Blair, A Journey, Arrow Books 2010.
**mi farebbe piacere se il senatore rispondesse, vediamo...

1 commento:

  1. ciao fra, il senatore non ti risponderà, non è, non sono in grado,

    ma tu continua a scrivere... oltre a francesco merlo rimani solo tu da londra a dire cose sensate... qui ci tocca sopportare bersani e la finocchiaro, e non dirmi che sparo sulla croce rossa...

    buone cose e fai una capatina per me al quel luogo meraviglioso del soane's museum.

    cesare

    RispondiElimina