giovedì 27 ottobre 2011

Fakespeare's fair play

Esce un film hollywoodiano, Anonymous, dove il Bardo è un mero copista e un certo Edward de Vere, 17° (non uno di meno!) conte di Oxford, l'autore delle tragedie più famose.

Ora dato che occuparmi di cazzate sembra il mio mestiere, riferisco la notizia non tanto per quello che in sé significa (mi pare la questione omerica aggiornata) ma per la reazione degli inglesi, accaniti shakespiriani (il conte de Vere è inglese pure lui...).

A Stratford upon Avon, dove il Nostro è nato, hanno per protesta cancellato con il nastro adesivo il nome da tutte le insegne stradali e hanno coperto con un lenzuolo la statua al centro della piazza.

It's all Greek to me!

A proposito (ma non c'entra niente) sono stato per la prima volta ad una fiera di settore a Milano. La celeberrima Host, Salone internazionale dell'Ospitalità Professionale*.
L'Ufficio Stampa ne parla ora in termini trionfali: centoventicinquemila visitatori, di cui quarantamila stranieri. Crescita straordinaria nei settori pane pasta e pizza.
Uno dei record: seicentoventitre caffè espressi in un ora.
Gli espositori andranno poi a Mumbai, Guangzhou e San Paolo e via dicendo.

La ristorazione fuori dagli stand faceva schifo: panini tipo Autogrill, intendo anche della catena Autogrill. Ridicolo mostrare macchinari all'avanguardia e lavorazioni artigianali per conservare produrre e cucinare il miglior cibo al mondo e offrire poi le pietanze stereotipate, incolori e insapori. Ma pare che sia dovunque così.

Siccome sono snob, alle fiere preferisco un paio di libri e una mangiata in casa, tipo le aggressive orecchiette alle cime di rapa, improvvisate da Pino venerdì sera.
Quello è saper cucinare, senza fare tanta letteratura.

C'è del metodo nella mia follia.
Ovviamente.
*Gaia ha fatto delle foto qui

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